Donne, attenzione e memoria: la maternità non fa differenza
Il «Mommy-Brain» può modificare le funzioni cognitive di una mamma. Ma una simile evoluzione è temporanea e non danneggia i bambini
Una donna (al pari di un uomo) può essere più o meno attenta, dotata o no di una memoria di ferro. Al di là di quella che è la situazione di partenza, tutte le aspiranti mamme possono però stare tranquille. Non sarà l'avverarsi del loro desiderio a compromettere le funzioni cognitive. Suonano come una rassicurazione le conclusioni di uno studio condotto da tre ricercatrici della Purdue University (West Lafayette), pubblicato sulla rivista Current Psychology. «Il cervello delle mamme? Non è diverso da quello delle donne che non lo sono», hanno messo nero su bianco le autrici: sgomberando il campo dal dubbio che la nascita di un figlio possa aprire una nuova fase per la salute cognitiva.
Alla prova dei fatti, l'impatto del «Mommy-Brain» potrebbe essere dunque di gran lunga ridotto. Tipica del post-partum, la condizione è caratterizzata dal cambiamento di alcune funzioni cognitive. Questa evoluzione, secondo una parte della comunità scientifica, è legata alla nuova fase di vita a cui una donna è chiamata nel momento in cui arriva un figlio. Un passaggio involontario, ma quasi obbligato, visto l'obiettivo: togliere dalla testa tutto ciò che è in quel momento superfluo per trovare le energie da destinare al neonato. Secondo uno studio pubblicato nel 2016 sulla rivista Nature Neuroscience, a due anni di distanza dal parto le gestanti mostrano alcune alterazioni della materia grigia: nello specifico a carico delle aree coinvolte nei processi di cognizione sociale (l'attività mentale con la quale arriviamo a conoscere il mondo sociale) e dello sviluppo dell’empatia. Al di là di questo, però, l’evoluzione del «Mommy Brain» non è nota nel dettaglio. Ci sono mamme, per esempio, che dichiarano di sentirsi smemorate o che hanno difficoltà a seguire una conversazione (soprattutto se alle prese con il neonato). Altre che fanno invece fatica con la routine, al punto da dimenticare gli appuntamenti o da non trovare per giorni le chiavi della macchina. L’esperienza, a conti fatti, sembra essere molto variabile. Ma comunque quasi sempre transitoria.