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Autismo e infiammazione: dai modelli murini al RNA sequencing

I meccanismi alla base dei disturbi dello spettro autistico sono ancora poco noti e potrebbero essere correlati all’infiammazione di alcune aree cerebrali: la ricerca di Luca Pangrazzi

I disturbi dello spettro autistico (DSA) rappresentano un insieme di disordini neuropsichiatrici, accumunati da una persistente difficoltà nella comunicazione interpersonale e dalla presenza di movimenti ripetitivi. I sintomi si manifestano nella prima infanzia e sono eterogenei e complessi: sebbene siano diversi i fattori genetici associati ai DSA, la comprensione della sindrome non è ancora completa. Studi recenti hanno evidenziato un legame con le disfunzioni del sistema immunitario: l’infiammazione, in particolare, sembra rivestire un ruolo centrale nello sviluppo dei DSA, e studiarne i meccanismi – durante la fase del neurosviluppo – potrebbe essere d’aiuto per individuare nuove strategie terapeutiche. Luca Pangrazzi, biotecnologo e ricercatore presso l’Università degli Studi di Trento, studia l’infiammazione di alcune aree cerebrali in modelli murini affetti da DSA allo scopo di identificare le cellule e le molecole immunitarie coinvolte nel disturbo. Il suo progetto verrà sostenuto per tutto il 2021 grazie a una borsa di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi.

Luca, come nasce l'idea del vostro lavoro?

«Numerosi studi hanno evidenziato come l’infiammazione contribuisca notevolmente a determinare i disturbi dello spettro autistico. Si è scoperto che i livelli plasmatici di alcune molecole infiammatorie negli individui affetti da DSA sono più alti, e nei pazienti autistici sono stati riportati segni di infiammazione nel cervelletto – un’area importante per la coordinazione dei movimenti, ma implicata anche in funzioni cognitive come attenzione e linguaggio. Inoltre, in modelli animali di ratto, si è osservato che l’infiammazione acuta del cervelletto induce comportamenti simili a quelli dello spettro autistico dell’uomo. Per questi motivi, riteniamo sia interessante studiare nel dettaglio i processi infiammatori impiegando modelli murini di autismo, così da identificare nuove potenziali strategie di intervento nell’uomo. In questo progetto potrò inoltre combinare la mia duplice esperienza nei campi dell’immunologia e delle neuroscienze».

Quali sono gli aspetti ancora da studiare?

«Al momento non è noto quali cellule del sistema immunitario siano implicate nei processi infiammatori del cervello, né nei modelli murini di autismo, né nell’uomo. Le molecole infiammatorie potrebbero essere prodotte sia dalle cellule del sistema immunitario innato, come microglia e macrofagi, sia dalle cellule del sistema adattativo, come i linfociti T. Il ruolo di quest’ultime nello sviluppo dei DSA è ancora completamente inesplorato».

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