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L'esperto risponde

«Ho appena saputo di avere un tumore: devo dirlo o no a mio figlio?»

pubblicato il 27-07-2020

Essere onesti e aperti con i bambini è la scelta migliore: anche quando c'è da comunicare loro che un genitore si è ammalato di cancro

«Ho appena saputo di avere un tumore: devo dirlo o no a mio figlio?»

È naturale voler proteggere i bambini dalle brutte notizie e, di conseguenza, da un eventuale diagnosi di cancro che riguarda uno dei due genitori. Ma essere onesti e aperti con loro su quello che sta succedendo di solito è la scelta migliore. I bambini in genere si accorgono se c’è qualcosa che non va in famiglia. Notano il cambiamento della routine, le telefonate, le conversazioni sottovoce. Percepiscono la preoccupazione.


Non parlare con loro può far sì che si sentano spaventati perché non sanno cosa sta succedendo; che si sentano soli con molte preoccupazioni e nessuno con cui parlare; che immaginino che qualcosa che hanno fatto o pensato abbia provocato la situazione negativa che percepiscono; che pensino di non essere abbastanza importanti da essere inclusi nelle dinamiche familiari; e infine che immaginino qualcosa di peggiore della realtà. 


Spesso i piccoli scoprono cosa sta succedendo anche quando non sono stati informati, per esempio attraverso amici o carpendo informazioni da conversazioni da cui sono esclusi. Scoprire la malattia in questo modo può avere un effetto negativo sulla relazione con i genitori. Al contrario, essere aperti e onesti nel coinvolgere i figli ha diversi effetti positivi: sapere cosa sta succedendo può farli sentire più sicuri e meno ansiosi; consente loro di parlare, fare domande, dire come si sentono e parlare apertamente; dà loro la consapevolezza che ci si fida di loro e li si considera maturi da non essere costretti a proteggerli; può avvicinare genitori e figli e permettere di sostenersi a vicenda; può contribuire a farli crescere e prepararli ad affrontare al meglio le situazioni difficili della vita (clicca qui per scoprire cosa dire a un figlio quando il papà si ammala di cancro).


Sia gli psicologi specializzati che lavorano nei centri di oncologia sia le associazioni di pazienti offrono supporto e guida ai genitori che devono comunicare la diagnosi ai propri figli.

 


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