L'esperto risponde

Ho subito un'isterectomia: è possibile un trapianto di utero?

pubblicato il 15-01-2019

Al policlinico di Catania è in corso la valutazione per sottoporsi a un trapianto sperimentale di utero da donatrice deceduta. Ecco chi può candidarsi all'intervento

Ho subito un'isterectomia: è possibile un trapianto di utero?

Ho 28 anni e due anni fa, a seguito di un'emorragia interna durante la ventesima settimana di gravidanza, ho dovuto sottopormi all'asportazione dell'utero (isterectomia). A questo punto avrei la possibilità di sottopormi a un trapianto di utero?

Francesca (Brindisi)


Risponde Pierfrancesco Veroux, direttore dell'unità operativa complessa di chirurgia vascolare e del centro trapianti d'organo del Policlinico di Catania


Nel 2018, l’Istituto Superiore di Sanità e il Centro nazionale Trapianti hanno approvato il protocollo inerente il primo programma sperimentale di trapianto di utero da donatore deceduto. Nel particolare, potranno essere effettuati quattro trapianti nel primo anno di attività. Attualmente, nel centro trapianti che dirigo e che si è reso promotore del protocollo approvato (al momento unico centro in Italia, ndr), è in atto la valutazione di idoneità delle prime candidate al trapianto che a partire dalle prossime settimane verranno inserite in una apposita lista d’attesa.


Possono essere considerate per l’eventuale trapianto pazienti di età compresa tra i 18 e 40 anni, affette dalla sindrome di Mayer-Rokitansky o da una malformazione dell'utero. Possono essere incluse, come nel suo caso, anche donne sottoposte a rimozione chirurgica dell’utero per cause non tumorali. L’iter diagnostico prevede un primo step da effettuare nell'unità operativa di ginecologia e ostetricia dell'ospedale Cannizzaro e successivamente nel nostro centro trapianti.


La valutazione prevede di verificare l’idoneità clinico strumentale tipica per i pazienti da sottoporre al trapianto di un organo solido, unitamente a una valutazione psicologica volta a valutare l’aderenza al processo trapianto ed alla successiva terapia immunosoppressiva.

 


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