L'esperto risponde

Otiti medie ricorrenti nei bambini: come trattarle?

pubblicato il 06-06-2019

A scrivere è la mamma di un bambino di 14 mesi. A quell'età, le otiti si curano eliminando i fattori di rischio, trattando le infezioni nasali e rafforzando il sistema immunitario

Otiti medie ricorrenti nei bambini: come trattarle?

Buonasera, mio figlio di 14 mesi è alla sua stessa otite in quattro mesi. Sempre curato con antibiotico, una volta anche con cortisone, venti giorni fa è stato ricoverato in ospedale per una cura più adeguata con lavaggi di antibiotico all'orecchio e in vena. Oltre ai lavaggi nasali, cosa si può fare? Siamo molto demoralizzati, perché l'otorino che lo ha visitato dice che prima dei tre anni nostro figlio non potrà essere operato.

Ilenia A. (Fossano, Cuneo)


Risponde Pasquale Marsella, responsabile del reparto di audiologia e otochirurgia dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma

Gentile signora, il disturbo presentato da suo figlio sembra rientrare nella condizione nota come otite media acuta ricorrente, che per definizione consiste in tre o più episodi di otite media acuta in sei mesi o in quattro o più episodi nell’arco di un anno. L’ otite media acuta, vale a dire una infiammazione acuta della cassa timpanica, è da considerarsi a tutti gli effetti una infezione delle vie aeree superiori, causata da virus nel 70-80% dei casi e da batteri nel restante 20-30%. Generalmente a precederla è una infezione nasale (rinite), quale ad esempio il classico raffreddore.

I fattori di rischio dell’otite media acuta ricorrente sono molteplici: tra i più importanti è bene ricordare l’età (dal momento che i bambini tra 1 e 4 anni sono colpiti molto di frequente), il numero di fratelli e sorelle, la scolarizzazione precoce, l’uso del ciuccio e l’esposizione al fumo passivo, oltre che la familiarità (non di rado infatti i genitori riferiscono di aver sofferto di otite media acuta ricorrente da bambini). 

In considerazione di quanto detto, prima di stabilire la terapia più appropriata per la condizione di suo figlio è di fondamentale importanza raccogliere un’anamnesi esaustiva che permetta di confermare la diagnosi, di individuare i fattori di rischio, l’eventuale rapporto delle otiti con i «raffreddori» o più in generale con le infezioni delle alte vie aeree, la monolateralità o bilateralità degli episodi (interessano sempre lo stesso orecchio?). Inoltre, sarà bene accertare la coesistenza di altre condizioni cliniche: quali la predisposizione alle allergie, la presenza di intolleranze alimentari e la tendenza a sviluppare infezioni delle basse vie aeree.

Si dovrà quindi procedere ad un esame obiettivo otorinolaringoiatrico che comprenda l'otomicroscopia, che permetterà di valutare importanti elementi quali per esempio la presenza di otite media essudativa (catarro endotimpanico) tra gli episodi di otite. O la presenza di perforazioni della membrana timpanica. In tale occasione, lo specialista otorinolaringoiatra valuterà anche l’opportunità di prescrivere ulteriori indagini, quali un prelievo di sangue per lo studio del profilo immunologico del bambino oppure un esame dell’udito per verificare se vi è un abbassamento dell’udito conseguente alla otite media. Dopo conferma della diagnosi di otite media acuta ricorrente, si potrà impostare un programma di trattamento, che avrà la finalità principale di prevenire ulteriori episodi di otite media.

In bambini di 14 mesi, la terapia di questa condizione in genere non è chirurgica, ma si basa sulla eliminazione dei fattori di rischio «modificabili» (l’uso del ciuccio o l’esposizione al fumo passivo), sul trattamento delle affezioni nasali (riniti di vario genere) che spesso precedono l’esordio degli episodi di otite media e sul rafforzamento del sistema immunitario, che a questa età non ha ancora raggiunto una piena competenza, mediante immunomodulatori.   



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