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Pediatria
Francesca Morelli
pubblicato il 20-01-2016

Probiotici spray contro le otiti pediatriche



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Uno studio italiano confermerebbe l’efficacia di probiotici spray nella cura e prevenzione di otiti medie recidivanti in età pediatrica. Antibiotici solo in casi selezionati. Attenzione al fumo passivo

Probiotici spray contro le otiti pediatriche

Probiotici da spruzzare direttamente sulla mucosa nasale: è questa una recente indicazione terapeutica per la cura delle infezioni delle vie aeree superiori, di otiti medie acute (e rinosinusiti) in particolare. Una condizione che colpisce il 90% dei bambini italiani, vittime del mal di orecchie almeno una volta entro i primi tre anni di vita. L’efficacia del farmaco, di facile impiego e già disponibile in farmacia, è sostenuta da uno studio condotto su oltre cento bambini tra uno e cinque anni, uscito sulle pagine dell’European Journal of Clinical Microbiology & Infectious Diseases. 


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L’OTITE MEDIA ACUTA

Si tratta di una dolorosa presenza per moltissimi piccoli italiani (seppure non ne siano esclusi neppure gli adulti) che, oltre al mal di orecchie, porta con sé anche la difficoltà a mangiare e deglutire, la sensazione di perdita di udito o di orecchie ovattate e una caratteristica sintomatologia. «L’otite media acuta - spiega Nicola Principi, docente di pediatria all'Università degli Studi di Milano e fondatore della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip) - si associa anche a febbre, tosse e naso che cola. Rare sono le complicanze dovute alla diffusione dell’infezione ai tessuti circostanti, o i casi di perforazione del timpano». A causare l’otite nel 70-75% dei casi sono tre batteri rinofaringei: lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophilus influenzae e il Moraxella catharralis e in misura molto minore da virus. «L’otite che insorge quando, dopo una faringite, laringite, un raffreddore o una sinusite, le secrezioni infette passano nel condotto uditivo, di norma si risolve spontaneamente dopo 48-72 ore dall’insorgenza». Eppure nonostante il decorso e la risoluzione piuttosto rapidi, si tende ad aggredire (erroneamente) questi tre cattivi microrganismi con una terapia antibiotica, alimentando per un eccesso di zelo anche un possibile problema di farmacoresistenza. 


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QUANDO SERVE L’ANTIBIOTICO

«Gli antibiotici - raccomanda Principi - sono indicati solo in bambini sotto i 2 anni con una forma bilaterale di otite media acuta o in casi in cui, indipendentemente dall’età, siano in atto complicanze o frequenti ricadute. In tutti gli altri contesti è sufficiente la vigilanza, limitando l’uso dell’antibiotico solo se superate le ore del normale decorso, la sintomatologia non scompare o non si riduce». Per il trattamento delle forme di otite media più blande o per prevenire anche le recidive è disponibile un probiotico, a base di Streptococcus salivarius 24SMBc e Streptococcus oralis 89a, da spruzzare direttamente sulla mucosa nasale ed in grado di creare una bio-barriera che impedisce la crescita o la replicazione degli agenti patogeni, ripristinando la flora nasofaringea. «Streptococcus salivarius 24SMBc - precisa Stefania Stefani, Professore ordinario di Microbiologia, Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche dell’Università degli Studi di Catania - è efficace nel contrastare i microrganismi (Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes) responsabili di infezioni respiratorie, otiti medie, sinusiti, polmoniti». 


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LO STUDIO

In una ricerca condotta su cento bambini di età compresa fra uno e cinque anni con una storia di otiti medie acute ricorrenti, il probiotico nel 77 per cento dei casi ha annullato o ridotto di molto gli episodi di recidive nell’arco di sei mesi. Dunque, stando ai risultati preliminari dello studio, i probiotici già ampiamente in uso nella prevenzione e trattamento di disturbi gastrointestinali, ginecologici e dermatologici, potrebbero profilarsi come possibile cura di infezioni respiratorie recidivanti, specie pediatriche. 

FATTORI DI RISCHIO

In generale, per ridurre il rischio di otite specie nei bambini predisposti, è importante fare attenzione ad alcuni fattori, raccomanda Paola Marchisio, professore associato di pediatria, UO Pediatria ad alta Intensità di Cura all’Università degli Studi di Milano e Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico: «Il fumo passivo, l’uso del succhiotto, la frequenza prolungata dell’asilo nido o della scuola materna costituiscono un potenziale rischio per l’otite. Resta sempre consigliata l’immunoprofilassi con il vaccino antinfluenzale e la supplementazione con vitamina D nei bimbi deficitari».


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