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L'esperto risponde
Redazione

Parkinson e gambe senza riposo: quale legame?

pubblicato il 21-06-2021

La sindrome delle gambe senza riposo non è un fattore di rischio per la malattia di Parkison. Per contro, la malattia neurodegenerativa può portare a svilupparla

Parkinson e gambe senza riposo: quale legame?

Mi hanno diagnosticato la "sindrome delle gambe senza riposo" idiopatica. Come farmaco prendo Neupro a base di? Rotigotina 2mg/24h. Ho letto vari articoli su siti specializzati che c'è un nesso con il morbo di Parkinson. Chiedo cortesemente conferma di questa informazione. Potrei sviluppare il Parkinson negli anni a venire? Preciso che ho effettuato una risonanza magnetica cerebrale senza liquido di contrasto che non ha rilevato nulla di particolare. Gli esami del sangue hanno evidenziato ferro, ferritina e trigliceridi alti. (Martina N., 37 anni).

Risponde la dottoressa Vincenza Fetoni, responsabile dell’Ambulatorio per i Disturbi del Movimento dell’ASST Fatebenefratelli – Sacco di Milano

In chi soffre della sindrome delle gambe senza riposo, queste diventano "irrequiete" con un impellente desiderio di movimento quando si è a riposo, ovvero quando ci sdraiamo per andare a letto o a volte quando siamo rilassati sul divano.

Il disturbo interferisce con il sonno ed ha ricadute negative sulla qualità di vita. La sindrome delle gambe senza riposo si trova nel 3-10% della popolazione generale e aumenta con l’età. Il perché di questa malattia è sconosciuto. Vi è un interessamento del sistema dopaminergico ed anche del metabolismo del ferro, in alcuni casi è presente familiarità con possibile anticipazione dell’esordio dei sintomi.

La malattia può essere definita idiopatica, ovvero senza trovare nessuna causa, come può essere nel caso della lettrice o secondaria ad altre malattie come ad esempio anemia da carenza di ferro, diabete, insufficienza renale o associarsi a patologie degenerative come nella malattia di Parkinson.

Vorrei tranquillizzare il nostro lettore confermando che la terapia che sta seguendo è quella corretta, ovvero sono farmaci che agiscono sul sistema dopaminergico somministrati sempre con un dosaggio giornaliero basso e che generalmente tale rimane nel tempo, a differenza di quanto succede nella malattia parkinsoniana. Pensare che possa sviluppare la malattia di Parkinson solo per questo disturbo mi sembra un po' azzardato.

Per maggiore tranquillità della lettrice nel futuro il consiglio è quello di farsi seguire periodicamente negli Ambulatori dedicati ai disturbi del Movimento in modo da poter dare risposte adeguate qualora si modifichi il quadro clinico con comparsa di altri disturbi.


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