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L'esperto risponde
Redazione
pubblicato il 15-06-2017

Per quali condizioni è indicato il trapianto di cuore?



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Sostituire il muscolo cardiaco è l'unica terapia possibile nei casi di grave scompenso cardiaco. Ma con l'avvento dei cuori artificiali oggi è un po' più facile far fronte alle liste di attesa

Per quali condizioni è indicato il trapianto di cuore?

Ho 59 anni, sette mesi fa ho subìto un intervento di angioplastica per dilatare la coronaria discendente anteriore. Ma in casi come questo è possibile entrare in lista di attesa per sottoporsi a un trapianto di cuore?

Mario M. (Ancona)

Risponde Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti

Il trapianto di cuore costituisce l’unica terapia percorribile nelle persone affette da grave scompenso cardiaco, quando altri trattamenti medici o interventi chirurgici non portano più alcun beneficio. In questi casi, il cuore perde la sua funzione contrattile e, per questo, non pompa sufficiente sangue nel corpo, provocando una stato di sofferenza per tutti gli altri organi. Il trapianto è indicato solo per quei pazienti che hanno un elevato rischio di morire e il limite di età per sottoporsi a questo intervento è di 65 anni.

Le malattie che possono portare ad un grave scompenso cardiaco sono principalmente due: la prima è una malattia diffusa delle coronarie, che ha determinato infarti estesi del miocardio; la seconda è la cardiomiopatia, che incide sulla capacità di contrazione del cuore e, quindi, sulla sua funzione di pompa. Tra le altre malattie che possono richiedere un trapianto ci sono le malformazioni cardiache congenite, gravi malattie valvolari e, in rarissimi casi, tumori cardiaci.

Oltre il trapianto di cuore da donatore, esistono altre soluzioni - ponte o definitive - per chi soffre di grave scompenso cardiaco. Grazie alle innovazioni tecnico-scientifiche applicate in campo medico, è possibile oggi trattare i pazienti affetti da insufficienza cardiaca terminale con i VAD (dispositivo di assistenza ventricolare). Si tratta di un apparecchio che viene posizionato all’interno di uno dei due ventricoli (di solito quello sinistro) per facilitarne la funzione di pompa, eiettando il sangue nell’aorta. I VAD possono essere delle soluzioni ponte al trapianto oppure delle vere e proprie «destination therapies». Il cosiddetto cuore artificiale è impiantato nei pazienti in gravissime condizioni e che sono in attesa di ricevere un trapianto.


Il dispositivo in grado di prendersi cura di entrambi i ventricoli, dato che sostituisce l’intero organo.

 

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