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Tumore del polmone: come varia il rischio se si è esposti al radon?

pubblicato il 18-05-2021

Essendo un gas radioattivo, il radon viene inalato e penetra nei polmoni. Il rischio cresce all’aumentare della concentrazione e del tempo di esposizione

Tumore del polmone: come varia il rischio se si è esposti al radon?

Il radon e i suoi prodotti di decadimento emettono radiazioni ionizzanti  (radiazioni alfa) che possono danneggiare il Dna. Se questi danni non vengono riparati, inducono la trasformazione tumorale delle cellule. Essendo un gas, il radon viene inalato e penetra nei polmoni. Inoltre, i prodotti di decadimento del radon sono carichi elettricamente e si attaccano al particolato dell’aria; le particelle inalate si depositano nell’albero respiratorio, dove continuano a emettere radiazioni.


Secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità, il radon è responsabile del 10 per cento dei tumori del polmone che si registrano in Italia. Gli studi epidemiologici hanno dimostrato che il rischio di tumore del polmone aumenta in modo proporzionale all’aumentare della concentrazione di radon e all’aumentare della durata di esposizione. Non esiste un valore sotto il quale non c’è rischio. La concentrazione del radon viene misurata in Becquerel per metro cubo (Bq/m3). Studi effettuati in 11 Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno evidenziato un aumento di rischio di tumore del polmone pari a circa il 16 per cento ogni 100 Bq/m3 di concentrazione di radon per un periodo di esposizione di 25-35 anni. Se si è esposti a una concentrazione di circa 600 Bq/m3 si corre il doppio del rischio di tumore del polmone di una persona non esposta.

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A parità di esposizione al radon, il rischio di tumore polmonare è molto più alto (circa 25 volte) per i fumatori  rispetto ai non fumatori. La prima cosa da fare, se si fuma, è dunque smettere con questa abitudine. Dato che il fumo e il radon hanno un effetto sinergico, eliminando il primo si riduce drasticamente il rischio di tumore legato al secondo. Per quanto riguarda l’esposizione al radon, non è possibile eliminare del tutto il radon dagli ambienti chiusi, ma si può ridurne la concentrazione. Anche il semplice gesto di areare e ventilare bene i locali può essere utile.


Per abbattere la presenza di radon si possono effettuare diversi interventi di risanamento, come aumentare la pressione atmosferica nell’abitazione per contrastare la risalita del gas dal suolo oppure aspirare l’aria dal suolo per poi espellerla all’esterno, possibilmente sigillando le vie di ingresso. Tali azioni di bonifica vanno pianificate e seguite da persone esperte nel settore. Per le nuove costruzioni vanno utilizzati criteri antiradon con un’attenta progettazione dell’edificio per impermeabilizzare l’edificio al radon e favorire la ventilazione naturale del suolo.

 

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