Gli uomini si orientano meglio nello spazio, le donne sono maggiormente portate per i lavori di precisione. I primi sono più bravi nelle discipline scientifiche, le seconde non hanno rivali nelle materie umanistiche. Stereotipi duri a morire. Uomini e donne, in realtà, da un punto di vista cerebrale si somigliano moltissimo. Le differenze strutturali -l’hardware, per dirlo con un termine informatico- sono estremamente rare. La vera differenza è nel software, ovvero nel modo in cui il cervello risponde agli stimoli esterni durante tutto il periodo di sviluppo. Differenze che non si traducono affatto nella genesi dei classici stereotipi che conosciamo da decenni ma che sono prevalentemente alla base di una maggiore o minore suscettibilità ad alcune malattie.
Cervello e differenze di genere: siamo così "diversi"?
In occasione della prossima edizione di Science for Peace and Health dell'11 novembre, la professoressa Michela Matteoli racconta lo stato della ricerca nelle neuroscienze a partire dalle differenze di genere

Fai una donazione regolare
Sostieni la ricerca, sostieni la vita
Articoli correlati
Interfacce cervello-computer: dalla Cina la prima autorizzazione per l’uso clinicoUn impianto cerebrale per permettere a persone con tetraplegia di controllare un guanto robotico e recuperare movimenti della mano. La novità arriva dalla Cina, dove è stato autorizzato per la prima volta l’uso clinico di una interfaccia cervello-computer. Ma i dati sui pazienti restano ancora limitati e non pubblicati su riviste scientifiche. COSA SONO LE INTERFACCE CERVELLO-COMPUTER Le interfacce cervello-computer (BCI,…
Obesità e Alzheimer: esiste un legame?L’obesità potrebbe accelerare alcuni cambiamenti biologici associati alla malattia di Alzheimer. Un nuovo studio suggerisce che, nelle persone con obesità, alcuni biomarcatori legati alla neurodegenerazione aumentano più rapidamente nel tempo rispetto a chi ha un peso nella norma. Un dato particolarmente interessante riguarda gli esami del sangue: i cambiamenti nei biomarcatori sembrano più sensibili dei…
Tumori e Alzheimer: cosa sappiamo dell’associazione inversaNegli ultimi anni diversi studi epidemiologici hanno osservato un’associazione inattesa: le persone con diagnosi di malattia di Alzheimer sembrano sviluppare meno tumori rispetto alla popolazione generale e, viceversa, chi ha avuto un cancro presenta un rischio più basso di demenza. Non si tratta di una regola assoluta, ma di una tendenza statistica che ha attirato…
Paracetamolo in gravidanza: nessun legame con autismo e ADHDIl paracetamolo in gravidanza non aumenta il rischio che il bambino sviluppi autismo, ADHD o disabilità intellettiva. A confermarlo è una vasta revisione della letteratura scientifica pubblicata su The Lancet Obstetrics & Gynaecology, che ha analizzato 43 studi condotti su milioni di nascite. I risultati smentiscono definitivamente gli allarmi emersi negli ultimi tempi e ribadiscono…
Autismo, il vuoto dell’età adultaQuando si parla di autismo, l’attenzione resta quasi sempre concentrata sull’infanzia. Ma cosa succede alle persone con disturbi dello spettro autistico quando diventano adulte? Nella maggior parte dei Paesi – Italia compresa – la risposta è scomoda: spesso non succede nulla. I servizi si interrompono, la presa in carico si frammenta e molti adulti finiscono…

