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Neuroscienze

È la «spice» la nuova regina delle droghe tra i giovani

pubblicato il 16-01-2018

La cannabis rimane la sostanza stupefacente più consumata, ma sono in rapida ascesa i consumi della «spice» e delle nuove sostanze psicoattive (Nps)

È la «spice» la nuova regina delle droghe tra i giovani

La più ricercata continua a essere la cannabis, che si conferma la sostanza psicoattiva illegale più diffusa: utilizzata da quasi un terzo della popolazione studentesca tra i 15 e i 19 anni. Ma il 2016 ha sancito la diffusione capillare anche in Italia della «spice», un miscuglio di erbe essiccate che produce effetti simili a quelli della marijuana, ma in realtà ben più gravi per la salute: aggressività, ipertensione, accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione sanguigna, visione offuscata e allucinazioni sensoriali. Fin qui quello che si conosce, che non è comunque tutto, visto che le autorità sanitarie soltanto da poco tempo stanno passando in rassegna le conseguenze legate all'utilizzo di questa droga: nota anche come K2 o «Black Mamba» e acquistata sopratutto attraverso il web. 


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«SPICE», UN'ERBA SINTETICA REPERIBILE SOPRATUTTO SUL WEB

A sancire in maniera definitiva la sua diffusione sul mercato italiano è lo studio Espad, condotto come ogni anno dai ricercatori dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr. L'indagine epidemiologica descrive gli scenari e le tendenze presenti fra i giovani nel nostro Paese riguardo all’uso delle sostanze stupefacenti e i comportamenti rischiosi a esse correlate. Gli ultimi dati disponibili, relativi al 2016, hanno svelato come, dopo la cannabis, tra le droghe più consumate dai ragazzi ci sia proprio la «spice». Come spiega Sabrina Molinaro, coordinatrice dell'area epidemiologia e promozione della salute dell'istituto di fisiologia clinica del Cnr e coordinatrice dello studio, «quasi 275mila ragazzi ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita. Di questi, uno su tre lo ha fatto almeno dieci volte, se non di più. Il dato è preoccupante, poiché gli effetti del mix sulla salute non sono ancora ben noti».

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«La cannabis si conferma la sostanza psicoattiva illegale più diffusa - prosegue l'esperta -. Quasi un terzo dei ragazzi di età compresa tra 15 e 19 anni l'ha utilizzata almeno una volta nella vita. Di questi il 25 per cento, pari a quasi 640mila adolescenti, ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Mentre quasi novantamila ragazzi la fumano quotidianamente». Per quanto riguarda la percezione del rischio, il 31,1 per cento degli studenti reputa pericoloso fare uso di cannabis anche solo occasionalmente, mentre il 40,4 per cento ritiene pericoloso farne un uso regolare. Sono le studentesse a mostrare una maggiore consapevolezza rispetto ai coetanei, indipendentemente dalla frequenza di uso. I consumatori di cannabis, tendenzialmente, ne fanno un uso esclusivo. Anche se non manca chi l'associa alla cocaina (9 per cento), a stimolanti (8 per cento) e a sostanze allucinogene (7 per cento). 


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AUMENTANO I CONSUMI TRA LE RAGAZZE

Dopo la cannabis e la «spice», nei consumi seguono poi le nuove sostanze psicoattive (ketamina, oppioidi, triptamine, fentanili, cannabinoidi e catinoni sintetici), la cocaina, gli stimolanti e gli allucinogeni. Merita di essere tenuta sotto controllo anche la crescente tendenza ad assumere antidolorifici per sballarsi. Sono stati circa sessantamila gli studenti ad averli utilizzati almeno una volta nella vita: più ragazzi che ragazze. «Mentre l’eroina è la sostanza meno diffusa - aggiunge la ricercatrice -. Le nuove droghe sono diffuse anche tra le studentesse: il 2,8 per cento le ha utilizzate almeno una volta nella vita. Quasi ventimila sono le donne in trattamento presso i servizi per le dipendenze per uso di oppiacei, cocaina e cannabis. L'universo femminile ha assunto caratteristiche preoccupanti, sebbene denunce e arresti siano a livelli inferiori rispetto a quelli maschili».

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ECCESSI ANCHE CON ALCOL, TABACCO ED ENERGY DRINK

Dal dossier emerge un consumo smodato di sostanze psicoattive considerate legali: come l'alcol, il tabacco e gli energy drink. Quasi nove studenti su dieci hanno assunto bevande alcoliche almeno una volta nella vita: otto su dieci nel 2016. Consola poco, in questo senso, il fatto che un terzo degli studenti ritenga rischioso bere alcolici quotidianamente: con le ragazze più sensibili sul tema. Capitolo fumo: nel 2016 il 43,8 per cento ha provato a fumare tabacco, mentre per il 24,4 per cento dei giovani intervistati il consumo di sigarette è stato quotidiano (con valori superiori tra le ragazze). Quanto agli energy drink, i consumi sono moderatamente in calo dal 2014. Nell'anno della rilevazione, ad averne fatto uso è stato il 40,8 per cento dei giovani intervistati.

 


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