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Neuroscienze
Serena Zoli
pubblicato il 26-05-2023

Emicrania e ciclo mestruale: quando gli estrogeni sono i responsabili



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E’ un mal di testa specifico, da un solo lato, intenso e invalidante. Ora appare legato alle fluttuazioni ormonali. Sollievo in menopausa, gravidanza e con la pillola

Emicrania e ciclo mestruale: quando gli estrogeni sono i responsabili

Le donne che soffrono di emicranie ne vengono colpite o qualche giorno prima o durante il ciclo mestruale. Un gruppo di ricercatori dell’ospedale Charité dell’Universitatsmedizin di Berlino (Germania) ha individuato una possibile spiegazione del perché e l'ha pubblicata su Neurology: in quel periodo le pazienti avrebbero più alte concentrazioni di Cgrp, un neurotrasmettitore noto per giocare un importante ruolo nello stimolare emicranie.

NELLE DONNE TRE VOLTE PIU’ DEGLI UOMINI

Le donne soffrono di emicrania con una incidenza tre volte superiore a quella degli uomini e gli attacchi spesso si concentrano intorno al periodo mestruale: questi attacchi sono caratterizzati da una forte intensità e creano una significativa disabilità; talvolta anche all’inizio della menopausa si verificano questi episodi cosi intensi. In una certa percentuale di casi, la menopausa rappresenta un momento di miglioramento della emicrania sia per intensità che per frequenza, come pure la gravidanza può essere considerato un periodo di protezione dagli attacchi emicranici. Si sa da tempo che c’è una connessione tra fluttuazioni ormonali ed emicranie, ma il come ciò avvenga non è chiaro.

UN NEUROTRASMETTITORE INFIAMMATORIO

«Studi sugli animali suggeriscono che le fluttuazioni degli ormoni femminili, in particolare, gli estrogeni, fanno aumentare il rilascio nel cervello di Cgrp, un neurotrasmettitore infiammatorio – spiega la dottoressa Bianca Raffaelli, del Centro cefalee del Charité. – Il nome per esteso della sigla è calcitonin gene-related peptide e si tratta di una sostanza presente nel nostro corpo che, quando scatta un attacco, viene rilasciata a più alti livelli che vanno a dilatare i vasi sanguigni del cervello. Da qui una risposta infiammatoria che potrebbe costituire una delle ragioni dietro i forti mal di testa che si provano con l’emicrania».

LO STUDIO SU 180 DONNE

Il gruppo del Charité ha poi studiato il caso di 180 donne per vedere se anche negli umani esiste questo legame ormoni e Cgrp, misurando i livelli di tale neurotrasmettitore in pazienti con l’emicrania per due volte nel ciclo, una durante la mestruazione e l’altra nel corso dell’ovulazione. Quando poi si è fatto il confronto con un gruppo di donne che non soffrono di emicranie, si è constatato che le pazienti con l’emicrania avevano quantità significativamente più alte di Cgrp durante la mestruazione. «Questo significa che quando i livelli di estrogeno crollano immediatamente prima del periodo mestruale, le pazienti con l’emicrania rilasciano più Cgrp – commenta la dottoressa Raffaelli . – Si spiegherebbe così perché queste pazienti sono assalite da emicrania appena prima e durante il periodo mensile».

CON LA PILLOLA GLI ORMONI NON FLUTTUANO

Nelle donne che prendono la pillola contraccettiva, per contrasto, non ci sono praticamente fluttuazioni degli estrogeni e, come hanno dimostrato i ricercatori berlinesi, anche le concentrazioni di Cgrp sono uniformi attraverso il “ciclo artificiale” causato dalla pillola, con livelli comparabili tra le donne esposte alle emicranie e le donne sane. Lo stesso hanno osservato nelle donne già in menopausa. «I nostri risultati richiedono altre conferme, su un più vasto numero di persone, ma suggeriscono che il rilascio di Cgrp dipende dalla condizione ormonale, negli umani così come avevamo trovato nelle prove con animali – osserva Bianca Raffaelli. – Prendere la pillola o essere in menopausa di fatto porta sollievo ad alcune donne portate alle emicranie. Tuttavia abbiamo visto che ci sono pazienti che soffrono di emicrania anche senza nessuna fluttuazione ormonale. Sospettiamo che vi siano altre sostanze nell’organismo che stimolano gli attacchi in queste pazienti. Del resto il Cgrp non è l’unico peptide infiammatorio in circolazione».

NUOVI FARMACI, INIBITORI DEL CGRP

Dato che il Cgrp gioca un ruolo così fondamentale per l’emicrania, sono stati sviluppati, in anni recenti, nuovi farmaci noti come inibitori del Cgrp. «Basandoci sul nostro studio, la domanda ora è: questi inibitori agiscono in modo diverso in diverse condizioni ormonali? Sarebbe allora una buona idea somministrare questi farmaci in base a un dato momento del ciclo? Per rispondere, servono altri studi».

«IN QUEI GIORNI NON POSSO FARE NIENTE»

Domandiamo a Licia Grazzi, responsabile del Centro cefalee all’Istituto Besta di Milano, innanzitutto che cosa differenzia l’emicrania tra i mal di testa. La risposta: «Il dolore emicranico è un dolore molto specifico: si presenta a ricorrenza periodica. Spesso da un solo lato della testa, intenso, pulsante, invalidante, accompagnato da una serie di altri sintomi quali nausea, vomito, fastidio per le luci intense, gli odori, i rumori. Se poi parliamo in particolare di emicrania mestruale gli attacchi sono molto intensi e condizionano le nostre pazienti nello svolgimento di tutte le loro attività sia lavorative che sociali che familiari. In quei tre giorni al mese la paziente spesso deve assentarsi dal lavoro e questo è un problema davvero non semplice da gestire. Dicono le nostre pazienti, ed è vero: “Non posso fare niente”».

LA CURA CON ANTICORPI MONOCLONALI

Continua la dottoressa Grazzi: «Questo studio suggerisce l’importanza del ruolo di questo peptide del gene correlato alla calcitonina, il Cgrp. Alcuni aspetti erano già emersi da studi condotti negli anni ’90, però questa recente ricerca, che riguarda un numero considerevole di pazienti, dimostra che il rilascio di questo peptide segue la fluttuazione degli estrogeni creando una maggior suscettibilità all’emicrania durante la mestruazione». Conclude Licia Grazzi: «E’ un aspetto importante in quanto potrebbe avere implicazioni nella terapia. Le terapie innovative con anticorpi monoclonali contro il Cgrp sono efficaci e sicure e potrebbero rappresentare una svolta per la terapia di una condizione così disabilitante e a così elevato impatto sociale e sanitario come la emicrania mestruale e questa recente ricerca può aprire spiragli per terapie sempre più specifiche».

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Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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