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Neuroscienze

Il disturbo bipolare fa differenza fra i sessi

pubblicato il 24-08-2017
aggiornato il 23-11-2017

Si studiano marcatori biologici e diversità fra uomini e donne. Obiettivo: diagnosi precoce e cure migliori per il disturbo bipolare

Il disturbo bipolare fa differenza fra i sessi

Fra uomini e donne possono esserci profonde differenze quando soffrono di disturbo bipolare, anche a livello biologico. Un recente studio ha valutato due sostanze, lo zinco e la neopterina, che sono considerati marker della risposta immunitaria al disturbo e sono analizzati per predire la gravità della depressione nelle persone che ne soffrono. Si tratta di uno studio pilota, appena 27 i pazienti confrontati con un gruppo di controllo, senza malattia, di 31 persone. Ai pazienti ricoverati per un episodio depressivo o un attacco di mania sono stati controllati i livelli di queste sostanze nel sangue e confrontati col gruppo dei non malati. Precedentemente zinco e neopterina sono stati associati con processi infiammatori. Va detto che la neopterina è un marcatore immunitario secreto dai globuli bianchi quando si attiva il sistema immunitario mentre lo zinco, che è un metallo, è necessario perché il sistema funzioni.

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LE DIFFERENZE FRA UOMINI E DONNE 

A condurre la ricerca, pubblicata su Psychiatry Research, è stato un gruppo guidato dalla professoressa Erika F. H. Saunders che ha la cattedra di Psichiatria al Penn State College of Medicine (Pennsylvania, Usa). Intanto si sa che nel disturbo bipolare, che è costituito dall’oscillazione a volte violenta, a volte molto ravvicinata, tra depressione e fasi euforiche di “mania”, le donne in genere sviluppano di più episodi depressivi, ansia o disturbo post-traumatico da stress o, infine, emicranie. Negli uomini, invece, sono più frequenti le esplosioni maniacali. Ora, se le manifestazioni del disturbo bipolare appaiono diverse in uomini e donne sarebbe logico trovare differenze anche nei processi biologici sottostanti. Inoltre si sa che il sistema immunitario viene attivato durante gli episodi bipolari e che genera livelli bassi ma nocivi di infiammazione nel cervello. «Quando una persona soffre di depressione o di mania, sono coinvolte certe parti del cervello», dice la professoressa Saunders. «Per esempio l’ippocampo, che è un’area importantissima per la memoria, si restringe e si creano diversità nelle connessioni tra diverse aree cerebrali. Pensiamo che l’infiammazione giochi un ruolo in alcuni di questi cambiamenti».


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DEPRESSIONE E ZINCO

Si sa che il sistema immunitario funziona in modo differente negli uomini e nelle donne ed i ricercatori volevano controllare se questo accade anche durante e in causa del disturbo bipolare con l’obiettivo finale di poter individuare dei biomarker sicuri e predire la gravità di alcuni disturbi come la depressione. Intanto hanno constatato livelli più bassi di zinco nei pazienti in confronto con il gruppo di controllo, ma nessuna diversità nei livelli di neopterina. Poi hanno visto che nelle donne la depressione era più profonda se avevano più alte concentrazioni di zinco nel sangue mentre una forte mania negli uomini si presentava con più alti livelli di neopterina.

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NON È QUESTIONE DI INTEGRATORI

A questo punto, riferendo i loro risultati, i ricercatori si preoccupano di non creare malintesi nei pazienti bipolari e chiariscono che non avrebbe senso assumere o non assumere dello zinco. Non sta qui la questione. E la cura. Scoprire che alti livelli di zinco si trovano in presenza di gravi depressioni femminili ha sorpreso gli studiosi del Penn State College in quanto finora era apparsa una carenza di zinco associata alle cadute dell’umore. Una possibile conciliazione tra i due risultati potrebbe trovarsi nel fatto che alti livelli di zinco nel corpo equivalgano a bassi livelli nel cervello. Ora la Saunders e i suoi approfondiranno questo aspetto proseguendo la ricerca su modelli animali. «Il nostro obiettivo – dichiara la psichiatra - è trovare dei marcatori nel sangue da usare per la clinica con cui fare una diagnosi precoce dei disturbo bipolare e di arrivare poi a trattamenti tagliati su misura per uomini e donne».


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I DUE SESSI DIVERSI 

Un commento di Cristina Colombo, ordinaria di Psichiatria all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano: «L’argomento della differenza di genere è molto sentito, ci sono studi di vario tipo, soprattutto in merito alle differenze nella risposta ai farmaci e negli effetti collaterali. Questo articolo trova una differenza nella quantità di zinco, il campione è piccolissimo e non c’è una reale spiegazione di questa differenza. Secondo me, al di là dell’articolo in sé è interessante il concetto generale di considerare diversi i due sessi sugli aspetti di trattamento».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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