L’hanno chiamata Late, che in inglese vorrebbe dire ‘tardi’ con una suggestione chissà se voluta all’età tardissima delle persone per lo più colpite dalla malattia. In realtà il nome è composto dalle iniziali di termini neurologici: Limbic predominant Age-related Tdp-43 Encefalopathy. Di che si tratta? Di un nuovo tipo di demenza. Finora era sfuggita all’identificazione in quanto i suoi sintomi sono molto simili, spesso sovrapponibili, a quelli dell’Alzheimer. E questo, osservano adesso i ricercatori pubblicando il loro studio sulla rivista Brain, può spiegare una parte degli insuccessi negli interventi medici per l’Alzheimer: un certo numero di pazienti non aveva, in realtà, la memoria e via via altre abilità sconvolte dalle famigerate placche beta-amiloidi tipiche dell’Alzheimer. In loro, la smemoratezza e la crescente disabilità per le azioni di ogni giorno sarebbero dovute ai depositi di una proteina chiamata Tdp-43 nel cervello.
Non solo Alzheimer: descritta un'altra forma di demenza chiamata Late
Simile all’Alzheimer, ma dovuta a cause diverse: la Late colpisce una persona su 4 oltre gli 85 anni. Distinguere le forme di demenza porterà a terapie migliori

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