Neuroscienze

Sclerosi multipla: la malattia non peggiora dopo la gravidanza

pubblicato il 02-04-2019

La diagnosi di sclerosi multipla può far sorgere nella donna molte domande inerenti un'eventuale gravidanza. Un nuovo studio ridimensiona la portata delle recidive dopo il parto

Sclerosi multipla: la malattia non peggiora dopo la gravidanza

Per diversi anni, il timore della ripresa della malattia dopo il parto ha portato i neurologi e i ginecologi a sconsigliare alle donne con la sclerosi multipla di affrontare una gravidanza. L'opinione altro non era che la conseguenza scontata della necessità di dover rinunciare ai farmaci più utilizzati nel corso dei nove mesi (immunomodulanti e immunosoppressori). Da qui l'ipotesi della ripresa della malattia, considerata (ulteriormente) più probabile in caso di allattamento al seno del neonato. A ciò, in alcuni casi, si abbinava il timore da parte della donna di poter trasmettere la malattia a un figlio (ma non è ereditaria). Oggi, però, lo scenario è cambiato in maniera quasi radicale. Diventare mamme con la sclerosi multipla è possibile e la scelta di mettere al mondo un figlio non deve essere temuta, perché la gestazione non deve essere considerata come un «grimaldello» in grado di far ripartire una malattia che alterna fasi di remissione a fasi di ripresa.


Sclerosi multipla: per le forme più gravi arriva Ocrelizumab

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08-10-2018
BUONE NOTIZIE PER LE DONNE CON LA SCLEROSI MULTIPLA

A fugare i dubbi residui è uno studio che sarà presentato a maggio a Philadelphia, nel corso del congresso annuale dell'American Academy of Neurology. Le conclusioni della ricerca, anticipate alla stampa, confermano l'«apertura» registratasi negli ultimi anni. I ricercatori dell'Università della Southern California hanno osservato l'andamento di 475 gravidanze portate a termine tra il 2008 e il 2016 da 466 donne in possesso di una diagnosi di sclerosi multipla. Gli specialisti hanno passato in rassegna le loro cartelle cliniche, per raccogliere informazioni riguardanti i trattamenti ricevuti, la modalità di allattamento del neonato e l'eventuale ripresa della malattia. Come previsto, nella maggior parte dei casi la gravidanza ha rappresentato uno «scudo» contro le recidive, che invece sono aumentate nel decorso successivo al parto. Ma in ogni caso, la frequenza di ripresa della malattia non è mai stata superiore a quella che le donne registravano prima della dolce attesa. Tutto ciò, indipendentemente da quella che era la gravità della sclerosi multipla.

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MENO RECIDIVE ALLATTANDO AL SENO

Questi risultati, secondo i ricercatori, «confermano che le donne con la sclerosi multipla possono avere un figlio e allattare senza che queste scelte aumentino il rischio di recidiva della malattia». Anzi, l'allattamento al seno, nello studio in questione, si è rivelato un fattore protettivo: le mamme che hanno scelto questa soluzione per alimentare i neonati hanno mostrato (sia rispetto a chi aveva usato esclusivamente il latte in formula sia rispetto a chi aveva integrato le due opzioni) una probabilità ridotta del 40 per cento di avere una ricaduta. Quasi tutte le pazienti erano in trattamento con interferone glatiramer acetato, nessuno invece con natalizumab o fingolimod: più utilizzati come terapie di seconda linea nelle forme recidivanti, dunque dalle pazienti colpiti da una malattia in forma più severa. Un aspetto di cui tenere conto anche in vista di successive ricerche, che dovranno escludere l'emergere di complicanze anche in questo caso.

 

SCLEROSI MULTIPLA: SE NE PARLA A «L'ORA DELLA SALUTE»

Dal momento che le donne spesso scoprono di avere la sclerosi multipla tra i 20 e i 40 anni, le informazioni relative a una possibile gravidanza sono tra le più ricercate. È per questo che la prossima puntata de «L'Ora della Salute» sarà dedicata proprio al miglioramento della qualità della vita dei pazienti colpiti dalla più frequente malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale: 118mila le persone che ci convivono in Italia. «Fin dalla diagnosi, occorre parlare con la paziente e con il suo partner per fugare qualsiasi loro dubbio - anticipa Lucia Moiola, coordinatrice del centro sclerosi multipla dell'ospedale San Raffaele di Milano -. Alla donna, che in prima battuta risulta ancora convinta di non poter avere un figlio, occorre spiegarle che, una volta stabilizzata la malattia, si può programmare l'allargamento della famiglia». Spazio sarà dato anche ai centri di eccellenza italiani - quelli premiati dall'Osservatorio Nazionale per la Salute della Donna e di Genere (Onda) con la «cicogna» - per l'assistenza durante la gravidanza delle donne con sclerosi multipla. Aggiunge Massimo Origoni, ginecologo del San Raffaele, anch'egli della trasmissione condotta da Annalisa Manduca: «La sclerosi multipla non riduce la fertilità né condiziona il buon esito della gravidanza». 


 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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