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Oncologia

Covid-19 e tumore del polmone: come comportarsi?

pubblicato il 14-04-2020

Le manifestazioni cliniche del tumore al polmone sono parzialmente sovrapponibili a quelle di Covid-19. Testare l'eventuale positività al virus il passo necessario prima delle cure

Covid-19 e tumore del polmone: come comportarsi?

Covid-19 e tumore del polmone condividono sintomi e manifestazioni cliniche simili. Una caratteristiche che non fa altro che complicare il trattamento di questa neoplasia. Per far fronte all'emergenza gestionale di questi pazienti e fornire indicazioni utili sulle modalità di intervento, la rivista The Lancet Respiratory Medicine ha pubblicato un importante editoriale a firma del professor Michele Maio - presidente di Fondazione NIBIT e direttore del CIO (Centro di Immuno-Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese) - e dei principali esperti a livello europeo nel trattamento di questo genere di neoplasia. Un'indicazione su tutte: testare la presenza del virus prima di intraprendere le cure anticancro.

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«Già dalle prime fasi di infezione da coronavirus - spiega Maio - le immagini radiologiche ottenute tramite TAC mostrano caratteristiche molto simili a quelle che si riscontrano nei pazienti con tumore al polmone in fase di progressione. Non solo, queste caratteristiche sono sovrapponibili anche alle polmoniti che si sviluppano tipicamente in questi pazienti a causa di infezioni opportunistiche». Evidenze che di fatto complicano enormemente la gestione dei pazienti con tumore del polmone. Poter discriminare infatti un'infezione opportunistica da Covid-19 è fondamentale per la scelta delle terapie da intraprendere.

POLMONITE DA CORONAVIRUS O DA IMMUNOTERAPIA?

Non solo, a complicare ulteriormente la situazione ci sono anche gli effetti collaterali dell'immunoterapia, una delle principali strategie di cure per il tumore del polmone: «L'utilizzo di questi farmaci - aggiunge Luana Calabrò, primo autore dell’editoriale e immuno-oncologa del CIO di Siena - è associato allo sviluppo di polmoniti nel 2% dei pazienti. Percentuale che nel caso del tumore al polmone è maggiore. Queste polmoniti hanno sintomi, quali tosse, difficoltà nel respiro, dolore toracico e febbre, molto simili a quelli di Covid-19. Caratteristiche che complicano ulteriormente la gestione del paziente in quanto risulta difficile discriminare l'infezione causata dall'impiego dei farmaci rispetto a quella da coronavirus».

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Cosa fare dunque di fronte a questa situazione? Partendo dal presupposto che non sia possibile ritardare le cure, le indicazioni pubblicate su The Lancet sono molto chiare: «Ciò che va evitata - scrivono gli esperti - è la scelta della sola chemioterapia. Questa, oltre ad essere associata ad una maggior probabilità di sviluppo della polmonite, ha pesanti effetti collaterali sul sistema immunitario. Caratteristica che espone a maggiori danni in caso di infezione Covid-19».

Lato diagnosi, il consiglio degli esperti è quello di sottoporre i pazienti che dovranno incominciare le terapie al test tampone per la ricerca di Sars-Cov-2 e, in futuro, alla ricerca di anticorpi mediante test sierologici. Questi test - secondo gli autori - dovranno essere ripetuti a discrezione del team multidisciplinare anche in corso d'opera per dirimere eventuali dubbi. «Alla luce di questa situazione sarà più che mai fondamentale allocare risorse per questi strumenti diagnostici utili a gestire nella maniera più appropriata i pazienti con tumore del polmone», conclude Maio.

 

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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