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Oncologia

Devo scoprire se la sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare

pubblicato il 16-04-2014
aggiornato il 01-02-2017

Marianna Masiero studia gli aspetti psicologici e cognitivi che influenzano il comportamento legato al fumo

Devo scoprire se la sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare

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Quando si pensa ai ricercatori nell’ambito della salute, l’immaginario comune vola subito a medici e biologi. Eppure, sempre di più la medicina sta diventando un mondo multidisciplinare dove, accanto all’expertise scientifico, si aggiungono nuove professionalità e ricercatori, come Marianna Masiero, che non lavorano con provette ma si occupano degli aspetti psicologici e cognitivi legati alle tematiche della salute e della prevenzione.

 

DAL LAGO MAGGIORE A MILANO

Marianna è nata ad Arona, sul Lago Maggiore, nel 1981. Ha frequentato le Scuole Magistrali per poi continuare la sua formazione a Milano: prima una Laurea in Scienze Sociali all’Università di Milano e poi un Dottorato di Ricerca in Interazioni Umane e Psicologia alla Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM). Adesso è una ricercatrice post-dottorato all’Istituto Europeo di Oncologia nell’Applied Research Unit for Cognitive and Psychological Science, diretta dalla Professoressa Gabriella Pravettoni.

«La mia attività di ricerca riguarda lo studio delle decisioni nell’ambito della salute, con un’attenzione particolare ai processi psico-cognitivi alla base del comportamento del fumatore» spiega Marianna.

 

FUMO E SIGARETTE ELETTRONICHE

Il  fumo è  ormai da anni un serio problema di salute pubblica: oltre 6 milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo per patologie correlate al fumo, come cancro al polmone e malattie cardiovascolari. Nonostante la consapevolezza dei danni che esso provoca alla salute umana, il numero di fumatori è ancora consistente.

«Sapere razionalmente che un comportamento, come fumare, causa gravi danni alla salute non è sufficiente a disincentivarla. Le ricerche psicologiche hanno evidenziato che questo può essere spiegato almeno in parte da un meccanismo psicologico che porta l’individuo a sottostimare il rischio quando riguarda se stesso, in una sorta di “eccesso di ottimismo” » continua Marianna. «Nel comportamento del fumo entrano in gioco molti fattori: da una parte di natura neurofisiologica legati all’azione della nicotina, dall’altro i meccanismi cognitivi e psicologici alla base del comportamento stesso».

Negli ultimi anni si è molto parlato, anche sui media e nell’opinione pubblica, di sigarette elettroniche; si tratta di dispositivi elettronici, con o senza nicotina, che possono aiutare i fumatori a smettere di fumare.

«Le sigarette elettroniche si sono diffuse molto negli ultimi anni tra i fumatori» spiega Marianna «ma per valutare la loro reale efficacia e utilità, occorre prima effettuare studi e sperimentazioni controllate». Marianna segue proprio uno di questi progetti «L’obiettivo della mia ricerca è da una parte studiare quali stili di vita scorretti siano più associati all’abitudine al fumo e dall’altra individuare le potenzialità della sigaretta elettronica nel promuovere il benessere generale dell’individuo, riducendo i rischi della sigaretta tradizionale e supportando il percorso di cessazione dal fumo».

 

UNA VERA DIPENDENZA

La dipendenza dal fumo di sigaretta  raramente viene percepita, dagli stessi fumatori o nell’opinione comune, come una dipendenza e spesso viene “sminuita” come un vizio. «Persiste ancora radicato il luogo comune che il fumatore se lo sia andato a cercare» commenta Marianna «Il processo di cessazione non è un percorso facile, ed è proprio la presenza di un duplice meccanismo psicologico e fisiologico che rende difficoltoso l’abbandono» continua Marianna « Per questa ragione è importante sviluppare dei piani personalizzati di trattamento, in grado di aiutare il paziente ad abbandonare in maniera definitiva questo comportamento».

 

UNA PSICOLOGA TRA I MEDICI

La giornata lavorativa di Marianna si svolge in ospedale, a stretto contatto con colleghi medici e biologi, con i quali ha un ottimo rapporto: «Qui in ospedale ognuno ha la sua funzione: il medico, il biologo e anche lo psicologo. Ci si rispetta molto nei proprio ruoli, e non ho percepito quel senso di superiorità che spesso si attribuisce ai medici. Tutti possono imparare dagli altri, ognuno con la sua disciplina fornisce un punto di vista diverso che arricchisce tutti».

Un ambiente dinamico in cui le varie discipline, quelle più prettamente scientifiche e quelle umanistiche,  si integrano per un obiettivo comune: mettere al centro il benessere e la cura del paziente.

 

IL PAZIENTE AL CENTRO

Marianna è convinta che la ricerca e la medicina del futuro dovrà essere sempre più personalizzata e costruita a 360 gradi intorno al paziente. «Un paziente è prima di tutto un individuo ed è unico, portatore di credenze, valori e bisogni intrinseci, non solo fisici e biologici». La medicina dei prossimi anni sarà dunque sempre più multidisciplinare, dove professionisti come Marianna affiancheranno in sinergia il lavoro dei clinici, per offrire un paradigma di scelta condivisa delle cure basato sul dialogo consapevole tra paziente e medico.

 

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Chiara Segré
Chiara Segré

Chiara Segré è biologa e dottore di ricerca in oncologia molecolare, con un master in giornalismo e comunicazione della scienza. Ha lavorato otto anni nella ricerca sul cancro e dal 2010 si occupa di divulgazione scientifica. Attualmente è Responsabile della Supervisione Scientifica della Fondazione Umberto Veronesi, oltre che scrittrice di libri per bambini e ragazzi.


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