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Oncologia

La ricerca in salita contro i tumori del pancreas

pubblicato il 18-11-2020

Giornata mondiale per i tumori del pancreas. In Italia 21.000 donne e uomini lottano contro la malattia. I sintomi, la ricerca e le informazioni utili

La ricerca in salita contro i tumori del pancreas

«È questione di tempo». Con questo slogan la World Pancreatic Cancer Coalition (Wpcc) presenta la Giornata mondiale dedicata ai tumori del pancreas, quest’anno il 19 novembre. Tempo per cosa? Tempo per informarsi su una malattia tumorale fra quelle ancora più difficili da curare; tempo e risorse cruciali per la ricerca; tempo da risparmiare per arrivare a una diagnosi, prestando attenzione ai sintomi, rivolgendosi a un medico. Anche in quest’anno in cui tutto sembra più difficile e tardivo, compreso farsi vedere da un dottore o ottenere un esame di controllo.

 

PERCHÉ UNA GIORNATA TUMORI DEL PANCREAS

La Wpcc riunisce un’ottantina di organizzazioni in trenta paesi diversi. L’urgenza del loro lavoro poggia sul fatto che le forme tumorali che colpiscono il pancreas sono, purtroppo, ancora fra quelle più difficili da curare. Quelle per cui le percentuali di persone vive a cinque anni dalla diagnosi stanno sulle dita delle mani, ricordano gli attivisti. C’è quindi un grande bisogno di risorse per la ricerca, di sostegno per i malati e per le loro famiglie, di assistenza di qualità, dalla diagnosi ai trattamenti, dalla gestione della qualità di vita alle cure palliative, dalla sensibilizzazione al follow up dei guariti o dei lungosopravviventi.

A caccia di nuovi bersagli terapeutici per il tumore del pancreas

A caccia di nuovi bersagli terapeutici per il tumore del pancreas

31-03-2020

 

I TUMORI DEL PANCREAS IN ITALIA

Le neoplasie del pancreas sono purtroppo una delle patologie oncologiche con il segno “più” davanti, i tassi di incidenza stimati per il 2020 sono in aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente, soprattutto nella fascia d’età dopo i 70 anni. Questi sono i dati presentati di recente dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum) nell’ambito del loro annuale report I tumori in Italia. Fra i tumori del tratto gastroenterico, quelli al pancreas sono gli unici in aumento.

 

CHI SONO I MALATI DI TUMORE AL PANCREAS

Tipica dei paesi ad alto reddito (con tassi globali tre volte più alti rispetto ai paesi a reddito medio-basso), il tumore pancreatico è una malattia legata a doppio filo con l’invecchiamento. In Italia si stimano 14.200 nuove diagnosi nel 2020, 7.400 riguardano donne e 6.800 uomini. È una malattia che colpisce le persone mature, il quarto tumore più frequente fra le donne dopo i 70 anni. Oggi nel nostro paese ci sono 11.000 uomini e 10.100 donne che vivono con una diagnosi di cancro del pancreas.

 

MEDICINA AL PALO?

Nonostante gli sforzi, non ci sono stati negli ultimi decenni progressi importanti né nella diagnosi né nel trattamento dei tumori del pancreas. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è ferma al 7-9 per cento del totale dei pazienti. «Si tratta di neoplasie già in stadio avanzato al momento della diagnosi – spiegano gli autori del rapporto Aiom/Airtum -, la cui curva di sopravvivenza cade drammaticamente nel primo anno di follow-up, che non hanno conosciuto significativi miglioramenti negli ultimi tre decenni e la cui cattiva prognosi è sostanzialmente uniforme a livello internazionale”. Questioni cruciali sono anche la complessità delle terapie, e il bisogno estremo di centri super-specializzati, le opportunità di screening per una popolazione molto selezionata di persone che, per altre patologie, genetica e familiarità, sono ad alto rischio di sviluppare la malattia. Per i pazienti che superano i primi anni dalla diagnosi, però, le possibilità di arrivare a guarigione aumentano molto, segno che si tratta probabilmente di forme più curabili della malattia. 

 

LA RICERCA

Tutt'altro che inerte, il mondo della ricerca lavora per cercare nuovi strumenti utili a migliorare la qualità della vita dei malati e l'efficacia delle cure. Si cercano biomarcatori utili a personalizzare le terapie, in modo da utilizzare i farmaci più utili sui pazienti che possono trarne beneficio e risparmiare effetti collaterali dannosi a chi non ne otterrebbe un vantaggio.  Ci sono stati di recente risultati interessanti sul fronte dell'immunoterapia, su modelli animali o sperimentali della malattia, che si spera possano essere traferiti alla sperimentazione clinica su pazienti.

 

LA CAMPAGNA: OCCHIO AI SINTOMI

Uno dei messaggi-chiave della Giornata mondiale del tumore del pancreas è il richiamo ai sintomi da non trascurare. Dolori addominali, alla schiena, perdita di peso inspiegata, perdita dell’appetito, irregolarità nelle funzioni intestinali, ingiallimento della pelle e degli occhi, indigestioni frequenti, comparsa di diabete o cambiamento improvvisto dei livelli di zuccheri nel sangue dopo i 50 anni. Questi disturbi possono essere collegati a svariate altre motivazioni, ma meritano un colloquio con il medico di fiducia.

 

I FATTORI DI RISCHIO E LA PREVENZIONE

Ci sono alcuni fattori di rischio modificabili legati ai tumori del pancreas. Il più importante è il fumo di sigaretta, poi il peso in eccesso e l’inattività fisica. Senza il fumo, ricorda il rapporto Aiom/Airtum, si stima che si eviterebbero un terzo dei decessi maschili in Italia e il 13 per cento di quelli femminili. Senza l’obesità il 5% delle vittime fra i maschi e il 7% fra le femmine; senza l’inattività fisica il 3 per cento di entrambi. Agendo sui fattori evitabili si potrebbe quindi di prevenire il 38 per cento delle vittime fra gli uomini e il 22 per cento fra le donne. Il World Cancer Research Fund, impegnato nell’analisi della relazione fra cancro, dieta e attività fisica, sottolinea che, oltre al ben documentato nesso fra obesità e tumore pancreatico, ci sono alcune evidenze di un aumento di rischio legato al consumo di carni rosse, carni processate, bevande alcoliche, cibi contenenti grassi saturi, cibi e bevande contenenti fruttosio.

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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