Nella maggior parte dei casi sono una conseguenza di una causa benigna: a partire da un’infezione delle vie aeree. Ma quando i linfonodi alla base del collo risultano ingrossati, tutto bisogna fare, meno che trascurare questo segno.
Se si escludono raffreddori e mal di gola, alla base della formazione di queste “palline” percepibili accarezzandosi il collo potrebbe esserci qualcosa di più grave. È così che si possono manifestare i linfomi di Hodgkin e non Hodgkin (oltre ad alcune forme di leucemia).
QUANDO ANDARE DAL MEDICO
L’ingrossamento dei linfonodi può spiegarsi attraverso l’accumulo di linfociti al suo interno, in grado - nel caso di un tumore - di proliferare in maniera incontrollata. È quanto si verifica sia nel linfomi di Hodgkin sia in quello non Hodgkin (più diffuso) che, complessivamente, fanno registrare più di quindicimila diagnosi all’anno in Italia: con bambini, over 70 (con l’Hodgkin) e adulti (Non Hodgkin) potenzialmente esposti alle neoplasie.
Visti i buoni risultati ottenuti dalle terapie (chemio, radio o trapianto di midollo), il segreto sta dunque nella diagnosi precoce. Non esiste uno screening per questi tumori, ma è importante approfondire le indagini quando il gonfiore:
- riguarda soprattutto i linfonodi della base del collo e al di sopra della clavicola
- è insolitamente consistente rispetto alle normali infezioni
- non è accompagnato dal dolore
- non trova spiegazione in un’infezione
- non diminuisce con il passare dei giorni
- dura da più di un mese







