Midollo osseo: servono nuovi donatori per salvare migliaia di vite
La mappa dei trapianti di staminali fa registrare disparità tra i diversi Paesi. L’appello degli esperti: per chi ha tumori del sangue o linfomi spesso non c’è alternativa
Dal primo trapianto di midollo osseo - effettuato da Edward Donnall Thomas nel 1950, gli sarebbe valso il Premio Nobel per la medicina nel 1990 - sono passati 65 anni e a oggi sono più un milione quelli effettuati in 75 Paesi del mondo. A ricevere le cellule staminali sono pazienti affetti da leucemie, linfomi, mielomi e malattie rare congenite. Ma nonostante i numeri complessivi siano incoraggianti, sono ancora troppe le disparità che emergono tra diversi Paesi del mondo.
A disegnare la mappa della donazione di staminali - prelevate nel corso del trapianto - è stato un gruppo internazionale di ricercatori, in uno studio pubblicato su The Lancet Haematology. Utilizzando i dati raccolti dalla rete mondiale del sangue e della donazione di midollo osseo riferiti ai 194 Paesi aderenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità, è emerso come i trapianti siano più frequenti nei Paesi con maggiori risorse finanziarie e in cui c’è una stretta collaborazione tra associazioni e istituti ospedalieri. La maggior parte di essi, tra il 1957 e il 2012, è stata eseguita in Europa (53%). A seguire gli Stati Uniti (31%), l’area del sud-est asiatico e del Pacifico occidentale (15%), gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo orientale e i Paesi africani (2%). In crescita il numero di donatori volontari: al termine del 2012 erano oltre 23 milioni le persone inserite nel registro e più di 645mila le donazioni di sangue cordonale registrate.
MEDICINA DI PRECISIONE: COME CI CUREREMO IN FUTURO?