Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Oncologia

Mammografia ogni due anni: le vite salvate sono il doppio delle sovradiagnosi

pubblicato il 14-09-2012
aggiornato il 14-11-2017

La più completa revisione mai fatta degli screening europei per il tumore al seno conferma i benefici dei controlli

Mammografia ogni due anni: le vite salvate sono il doppio delle sovradiagnosi

Un controllo al seno ogni due anni salva la vita a circa 9 donne ogni mille che si sottopongono a mammografia, mentre sono solo 4 su mille i casi di sovradiagnosi, cioè di un tumore innocuo, intercettato e curato senza che fosse realmente necessario. Sono queste le conclusioni di un'ampia revisione di programmi di screening che hanno coinvolto milioni di donne in tutta Europa e che è stata pubblicata sul Journal of Medical Screening.

PIU' PRO CHE CONTRO - Gli screening sono test a tappeto su persone che non hanno segni di malattia. Nel caso della mammografia, i costi, i rischi di creare ansie inutili o di sottoporre a radiazioni inutili le donne sono svantaggi possibili, ma compensati dalla concreta possibilità di intercettare una malattia letale quando è ancora curabile.

DONNE CONSAPEVOLI - E' ancora necessario ribadire l'utilità, per tutte le donne, di sottoporsi ai controlli per la diagnosi precoce di un eventuale tumore mammario? Sì, secondo Eugenio Paci, direttore dell'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) di Firenze e fra i coordinatori del gruppo di lavoro dello European Screening Network: «Speriamo che le donne siano pienamente consapevoli e che possano compiere una scelta informata quando decidono di sottoporsi o meno a un programma di screening – dice -. La validità degli screening per i tumori del seno è stata piuttosto discussa negli ultimi tempi, per questo il gruppo internazionale di esperti ha esaminato l'impatto dei programmi in Europa, dimostrando che contribuiscono a ridurre i decessi per questa malattia».

INDAGINE SUI “FALSI ALLARMI” - I ricercatori hanno esaminato i risultati degli studi pubblicati in Europa, oltre ai dati di 26 programmi di screening che hanno coinvolto 12 milioni di donne in 18 paesi fra il 2001 e il 2007. Ne è emerso, fra l'altro, che per ogni 1.000 donne sottoposte ai controlli, 200 incapperebbero in un cosiddetto “falso positivo”, un sospetto di tumore poi smentito da successivi accertamenti. Di queste, però, a subire procedure invasive come una biopsia sarebbero 30.

I NUMERI - In Europa, nel 2008 sono stati diagnosticati 425.000 nuovi casi di tumore al seno e 129.000 donne sono decedute per la malattia (dati Globocan). I casi scoperti grazie a programmi di screening sono fra i 100.000 e i 140.000 l'anno in donne fra i 50 e i 69 anni.

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza