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Oncologia

Tumore allo stomaco: diagnosi precoce dal respiro?

pubblicato il 06-03-2017
aggiornato il 10-07-2017

Un test sul respiro potrebbe aiutare a anticipare la diagnosi di tumore dello stomaco. I risultati presentati a ECCO 2017

Tumore allo stomaco: diagnosi precoce dal respiro?

Spesso, nel tumore dello stomaco, alla diagnosi si arriva tardi: in fase avanzata o quando la malattia è già in metastasi, con sensibili ricadute sul tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi pari all’incirca al 10%. Complici alcuni elementi sfavorevoli: la prevalenza di questa neoplasia nella popolazione anziana, presumibilmente già gravata da patologie coesistenti, e la difficoltà diagnostica. Quest’ultima oggi affidata per lo più a indagini invasive, quali l’endoscopia digestiva, esame dai costi elevati e non priva di possibili complicanze. Un nuovo test, effettuato sull’analisi del respiro e presentato in occasione del Congresso Europeo di Oncologia (ECCO), messo a punto da un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra, in Inghilterra, potrebbe consentite una diagnosi precoce di malattia, a vantaggio di una prognosi più positiva e maggiori possibilità di trattamento.

 

 

Tumore allo stomaco: una neoplasia ancora difficile da trattare

Secondo i dati diffusi da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) ne ‘I numeri del cancro in Italia 2016’, sono attesi 13 mila nuovi casi, posizionando il tumore dello stomaco al sesto posto in ordine di incidenza sia tra gli uomini che tra le donne. Dato importante, attribuibile soprattutto allo sviluppo di malattia in età avanzata, intorno ai 70 anni circa. Elevata è la mortalità: i dati ISTAT riferiscono per l’anno 2013 oltre 9.500 morti, delle quali il 58% nei maschi, collocando questa neoplasia al quinto posto con il 6% di moralità per tutti i tumori sia nell’uomo che nella donna. Incidenza e moralità, maggiori in entrambi i casi al Centro-Nord e più contenuti al Sud in funzione presumibilmente di una dieta nelle regioni meridionali più protettiva e meno ricca di grassi, registrano un lieve calo negli ultimi anni, ma i numeri della malattia restino comunque elevati.

 

 

La diagnosi avviene spesso tardivamente

Diversi fattori influenzano la possibilità di arrivare ‘prima’ a scovare questo tumore. Tra essi la non disponibilità di un esame di screening (a causa sia della bassa incidenza del tumore dello stomaco nei paesi occidentali, sia dell’inesistenza di studi randomizzati che ne certifichino l‘efficacia) e l’aspecificità della sintomatologia che rendono difficile la diagnosi di questo tumore agli stadi iniziali. Capita così che la malattia venga spesso diagnosticata in fase avanzata o metastatica, con conseguenti difficoltà a trattare o controllare la malattia.

 

 

Intercettare il tumore analizzando il respiro

Ostacoli che secondo un gruppo di ricercatori inglesi potrebbero essere superarti con un test diagnostico facile, indolore, eseguibile da tutti, a basso costo perché attuato sul respiro. I primi risultati presentati al recente congresso ECCO, tenutosi a Amsterdam (Olanda), appaiono promettenti: infatti la sperimentazione avvenuta su un campione di oltre 300 pazienti, di cui più di 160 con diagnosi già di malattia allo stomaco (o all’esofago), avrebbe attestato sia una elevata sensibilità, ovvero la probabilità che una persona malata risulti effettivamente positiva al test diagnostico, pari all’80% sia una elevata specificità, riferita invece alla probabilità che un individuo sano risulti negativo al test, pari anch’essa all’81%. Dunque il test del respiro sembrerebbe in grado di ‘diagnosticare’ sia i casi di cancro sia i casi sani. L’idea e la messa a punto del test parte dai risultati di precedenti ricerche che suggerivano la presenza di specifiche sostanze chimiche rilevabili nel respiro di pazienti sani o affetti da malattia in quantità differenti. Questo perché, spiegano i ricercatori, le cellule tumorali si esprimerebbero chimicamente in maniera diversa rispetto alle cellule sane. In particolare a fare la differenza sulla malattia sarebbero 5 molecole, ovvero degli specifici indicatori – in particolare l’acido butirrico, pentanoico e esanoico, butanale, decanale - che avrebbero permesso una accuratezza diagnostica nell’85% dei casi.

 

 

L'endoscopia rimane l'unico metodo per fare diagnosi certa

Il test del respiro non va considerato un sostituto dell’endoscopia digestiva, perché la precisione diagnostica di quest’ultima resta comunque superiore. «L’obiettivo - conclude Sheraz Markar, tra i ricercatori che hanno partecipato allo studio - è evitare endoscopie inutili. Inoltre, prima che il test sul respiro possa entrare nella pratica clinica occorrerà ampliare la ricerca a un numero più vasto di pazienti, sottoponendo ad esempio coloro che hanno sintomi gastrointestinali sospetti, ma non ancora una diagnosi di tumore, a un’endoscopia». Obiettivo ulteriore della ricerca sarà valutare se il test sul respiro possa essere esteso anche ad altri tipo di tumore, tra cui quello al colon-retto e al pancreas.


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