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Pediatria
Caterina Fazion

Covid: cos’è la Sindrome Infiammatoria Multisistemica che colpisce i bambini

pubblicato il 14-02-2022

Febbre, dolore addominale e infiammazione del cuore: la Mis-C che può colpire i più piccoli infettati da Sars-CoV-2

Covid: cos’è la Sindrome Infiammatoria Multisistemica che colpisce i bambini

Durante la prima fase di pandemia di Covid-19, l’Italia è stato il primo paese al mondo a dare l’allarme sulla comparsa della Sindrome Infiammatoria Multisistemica nei bambini (Mis-C) quando, il 24 aprile 2020, il professor Angelo Ravelli, attuale Direttore Scientifico dell’Irccs Gaslini di Genova, nella sua veste di Segretario del Gruppo di Reumatologia della Società Italiana di Pediatria, ha inviato una mail di allerta a tutti i pediatri italiani.

Da quel momento, dallo stesso gruppo di studio, è stato istituito un registro nazionale che ha permesso di rilevare, a oggi, 239 casi di Mis-C. In questo modo è stato possibile caratterizzare al meglio questa nuova malattia, per certi aspetti simile alla Sindrome di Kawasaki, una delle vasculiti sistemiche più frequenti in età pediatrica, con cui inizialmente era stata identificata.

 

MIS-C: DI COSA SI TRATTA

La Sindrome Infiammatoria Multisistemica dei bambini è una risposta iper infiammatoria scatenata a seguito del contatto con un virus, principalmente il Sars-CoV-2, in soggetti predisposti geneticamente. Si tratta di una complicanza post infettiva, non causata direttamente dall’infezione virale, che si sviluppa dalle 2 alle 6 settimane dopo il contagio. 

 

COME SI MANIFESTA

La Mis-C esordisce con febbre elevata, dolore addominale molto intenso, vomito, diarrea e miocardite, ovvero infiammazione del muscolo del cuore. Questa condizione produce insufficienza cardiaca e abbassamento consistente della pressione sanguigna che, frequentemente, porta a uno stato di shock. Accanto a queste manifestazioni cliniche, molti bambini presentano segni e sintomi tipici della malattia di Kawasaki come macchie sul corpo simili al morbillo, congiuntivite, labbra screpolate, mani e piedi gonfi e, più di rado, dilatazioni delle arterie coronariche (aneurismi). L’età media di esordio della Sindrome Infiammatoria Multisistemica è di circa 8-9 anni, più alta rispetto a quella della Sindrome di Kawasaki che può colpire anche lattanti al di sotto dei sei mesi.

 

UNA SOLA MALATTIA O DUE DISTINTE?

Nella comunità scientifica il dibattito è ancora acceso: alcuni esperti, tra cui il professor Ravelli, ritengono che la Mis-C rientri nello spettro della Sindrome di Kawasaki, rappresentandone l’estremo più severo, altri, invece, sostengono si tratti di due malattie distinte. Attualmente è in corso uno studio della Rete IDEA (Rete Italiana salute Dell’Età evolutivA), che riunisce tutti gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) pediatrici, finanziato dal Ministero della Salute e coordinato proprio da Angelo Ravelli. Questa ricerca è volta a identificare fattori genetici che possano predisporre allo sviluppo della Mis-C e della Sindrome di Kawasaki. In questo modo sarà più facile stabilire se considerarle una sola malattia o due distinte.

 

COME SI CURA

«La Mis-C è una malattia molto severa – ricorda Angelo Ravelli – e necessita spesso di ricovero in terapia intensiva. Tuttavia, il tasso di mortalità in Italia è risultato molto basso, con un solo decesso registrato. Abbiamo imparato a riconoscere precocemente la Mis-C e a trattarla in maniera aggressiva fin da principio, riducendo i tempi di ricovero che sono passati mediamente da due settimane a sette giorni». «Tutti i bambini che presentino Mis-C o Sindrome di Kawasaki – prosegue Ravelli –, vengono tempestivamente trattati con immunoglobuline endovena. Questo intervento è in grado di ridurre notevolmente la frequenza dello sviluppo degli aneurismi: nella sindrome di Kawasaki si passa dal 25% al 4%». Nella Mis-C le immunoglobuline devono essere sempre combinate con cortisonici, il cui dosaggio dipende dalla severità della malattia. Nei casi molto gravi di miocardite severa, in combinazione con immunoglobuline e cortisonici, si somministra Anakira, un farmaco biologico che inibisce una citochina pro infiammatoria chiamata interleuchina 1. Nella Sindrome di Kawasaki, invece, inizialmente si somministrano solamente le immunoglobuline, accompagnate da cortisonici solo nel caso in cui la prima somministrazione non dovesse avere effetto.

 

IL CUORE NON RIMANE DANNEGGIATO

A differenza della Sindrome di Kawasaki, dove gli aneurismi possono permanere, la Mis-C sembra non essere collegata a danni permanenti del cuore. Lo dimostra uno studio recentemente pubblicato sul Journal of the American Heart Association, dove, utilizzando ecocardiografia e risonanza magnetica, sono stati analizzati gli esiti cardiaci di 60 bambini a distanza di tre mesi dall’esordio della Mis-C. I risultati suggeriscono che non ci sia alcuna disfunzione cardiaca persistente.

 

SITUAZIONE ATTUALE

«Considerato l’elevato numero di contagi di Covid-19 registrati tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 – spiega Angelo Ravelli –, in queste settimane ci saremmo aspettati un forte aumento dei casi di Mis-C nella popolazione pediatrica, cosa che invece non si è verificata. I dati generali, infatti, suggeriscono una diminuita frequenza della malattia, forse a causa della ridotta aggressività delle nuove varianti del virus, anche in termini di induzione di una risposta iper infiammatoria. Tuttavia, l’epidemia non è ancora passata per cui è importante non abbassare eccessivamente l’attenzione: la Mis-C è una complicanza seria, e la vaccinazione è l’unica misura che può proteggere i bambini dal rischio di contrarla».

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Caterina Fazion

Giornalista pubblicista, laureata in Biologia con specializzazione in Nutrizione Umana. Ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e il Master in Giornalismo al Corriere della Sera. Scrive di medicina e salute, specialmente in ambito materno-infantile


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