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Pediatria

Il calo di vaccinazioni alla base dei tre casi di meningite a Roma

pubblicato il 20-02-2015
aggiornato il 14-02-2017

L'infezione è stata provocata da un batterio (Haemophilus influenzae B) assente da anni e da sempre consigliato dagli specialisti all'interno dell'esavalente

Il calo di vaccinazioni alla base dei tre casi di meningite a Roma

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Tre nuovi ricoveri per meningite da Haemophilus influenzae di tipo B sono stati registrati negli ultimi giorni all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. I tre lattanti, di due, tre e cinque mesi, uno dei quali in terapia intensiva per la criticità delle sue condizioni, hanno contratto in contesti diversi questa forma di meningite che si riteneva debellata. In Italia nel 2003 ci furono cinque casi, uno nel 2012.

 

CALO DELLE VACCINAZIONI

«Per questa malattia c’è un vaccino specifico che protegge i bambini dal rischio di contrarla - sottolinea Alberto Villani, responsabile del reparto di pediatria generale e malattie infettive del nosocomio romano -. Riteniamo che la recrudescenza dei casi sia legata al calo delle vaccinazioni. In loro mancanza, infatti, il batterio responsabile circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore». Proprio per il calo delle vaccinazioni, all’inizio del 2015 l’Italia ha ricevuto un richiamo dallOrganizzazione Mondiale della Sanità.            

Vaccini e vaccinazioni: scarica il quaderno della Fondazione Veronesi 

 

COME DIFENDERSI

Per difendere i bambini dall’aggressione del batterio che è tornato a circolare, non c'è alternativa all’apposito vaccino (gratuito), contenuto nell’esavalente: di cui fanno parte quattro vaccini obbligatori (difterite, tetano, epatite B, poliomielite) e due vaccini non obbligatori, ma consigliati (pertosse e, appunto, l’haemophilus influenzae di tipo B). Per tutte le altre forme di meningite - le più frequenti - causate dallo pneumococco e dai ceppi principali (A, B, C, Y, W 135) del meningococco, sono disponibili altri antidoti specifici. Questi possono essere somministrati a bambini di ogni età.

Tuttavia, considerato che il picco di maggior incidenza della meningite (mille casi ogni anno in Italia) è nel primo anno di vita, quanto prima si procede con la vaccinazione tanto maggiore è la copertura. «Oggi c’è un movimento di pensiero che suggerisce di non sottoporre i bambini alle vaccinazioni o di limitarsi a quelle obbligatorie - prosegue Villani -. Ma le vaccinazioni sono fondamentali e non bisogna dare credito a chi le scoraggia perché queste malattie esistono, colpiscono e mietono vittime. Minore è la quantità di germi in circolazione, minore è la possibilità che avvenga il contagio tra la popolazione». 

Redazione Fondazione Veronesi          

 


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