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Pediatria

Il freddo rigido meglio del caldo

pubblicato il 11-02-2013

Anche per i bambini i pediatri consigliano giochi e passeggiate all’aperto. Negli ambienti caldi e chiusi i virus prolificano e si diffondono con maggiore facilità favorendo diverse patologie respiratorie

Il freddo rigido meglio del caldo

Anche per i bambini i pediatri consigliano giochi e  passeggiate all’aperto. Negli ambienti caldi e chiusi i virus  prolificano e si diffondono con maggiore facilità favorendo diverse patologie respiratorie

Cade un veto: giocare all’aria aperta, anche nei mesi più rigidi dell’anno o sotto la pioggia, immunizza i bambini. Allontana il rischio di contrarre le malattie tipiche dell’inverno, prime fra tutte l’influenza o le patologie respiratorie, i cui virus e batteri si annidano più facilmente in ambienti caldi e chiusi. Ad affermarlo sono i pediatri italiani e insegnano le regole d’oro per riparare e proteggere dal freddo i più piccoli. 

IL FREDDO – Meno apprensione e più tutela contro i rigori dell’inverno. Anche i genitori più apprensivi devono rassegnarsi: il tempo libero, in qualsiasi stagione dell’anno, va giocato e speso in spazi aperti. «A dispetto di quella che sembrerebbe una correlazione logica – spiega la professoressa Susanna Esposito, Presidente Sitip (Società Italiana di Infettivologia Pediatrica) e direttore della UOC Pediatria 1 Clinica presso l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano  – il freddo non rappresenta un fattore di rischio per le infezioni respiratorie, quali otiti, tonsilliti, bronchiti, bronchioliti e polmoniti, tanto che la loro frequenza e diffusione non è maggiore nei Paesi in cui le temperature sono più rigide». Il freddo, dunque, è solo una causa indiretta della malattie. «Il rischio invece diviene elevato quando per timore di prendere freddo si soggiorna a lungo in ambienti caldi e chiusi dove la circolazione di virus e batteri è più probabile. Le cause di contagio sono spesso un colpo di tosse – continua l’esperta – uno starnuto o l’aver manipolato oggetti precedentemente tenuti in mano da persone infetti o con un virus in incubazione ». Per evitare di cadere nella ‘trappola’ del freddo – specie nel momento in cui l’azione dei batteri è al culmine – molto meglio coprirsi adeguatamente e respirare in libertà.

I CONSIGLI – Ecco, dagli esperti, le ‘cinque buone regole’ per proteggersi dal freddo:

  1. Sfruttare le ore più calde della giornata, aiutando anche la termoregolazione del corpo e l’attivazione dei meccanismi difensivi, quali la vasocostrizione periferica (processo nel quale le manine e i piedini potranno apparire  più scuri o potranno aumentare brividi e motilità degli arti), per non disperdere il calore.
  2. Vestirsi a cipolla. Indossare più capi di abbigliamento, consente di alleggerirsi quanto si entra in ambienti più caldi. Le eccessive variazioni termiche infatti possono alimentare l’instaurarsi di infezioni, specie virali.
  3. Avere cura di coprire soprattutto le estremità (testa, mai e piedi). Indossare cappelli e guanti, aiuta a non disperdere il calore.
  4. Scegliere una alimentazione con un maggior apporto calorico e idrico. Per mantenere costante la temperatura corporea è importante fornire all’organismo la giusta energia a seconda delle diverse richieste metaboliche. A merenda, in inverno, potrebbe essere ideale un panino al cioccolato (che soddisfa anche la golosità dei bimbi), accompagnato da un buon bicchiere di latte caldo.
  5. Adottare le giuste precauzioni. In presenza di bimbi con patologie croniche, quali cardiopatie e/o anemie, è bene limitare soggiorni e permanenze in alta montagna dove le temperature potrebbero essere eccessivamente rigide.

 Francesca Morelli


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