Pediatria

Vaccini: è tempo di riorganizzare il sistema di accesso

pubblicato il 23-01-2019
aggiornato il 24-01-2019

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vaccini

Il rapporto di Osservatorio Strategie Vaccinali rileva lo stato dell’arte dei modelli organizzativi messi in atto nell’ambito delle vaccinazioni in Italia. Ancora molto rimane da fare

Vaccini: è tempo di riorganizzare il sistema di accesso

I vaccini sono uno straordinario strumento di prevenzione di salute pubblica. L'obbiettivo principale di ogni campagna è il raggiungimento delle coperture vaccinali. Complice l'introduzione dell'obbligo -per quanto riguarda quelle pediatriche- queste sono state finalmente raggiunte. Attenzione però a pensare che il solo obbligo sia la soluzione. Per raggiungere l'obbiettivo e mantenerlo molto rimane ancora da fare sul piano organizzativo. Se da un lato tutte le Regioni si sono adeguate al Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV) almeno per l’età pediatrica, dall'altro sono ancora molte le carenze e le differenze circa l'offerta di altre vaccinazioni. E' quanto emerge dal primo Rapporto dell’Osservatorio Strategie Vaccinali coordinato dal dottor Michele Conversano, Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto e Federico Spandonaro di C.R.E.A. Sanità. Tra i tanti aspetti emersi grazie ai questionari sottoposti agli addetti ai lavori - consultabili integralmente nel rapporto scaricabile qui - emergono alcuni interessanti spunti circa l'organizzazione regionale, l'anagrafe comune, il ruolo di pediatri e medici di medicina generale (MMG) e la composizione commissioni regionali.

BENE L'ORGANIZZAZIONE REGIONALE

Per quanto riguarda l’offerta gratuita delle vaccinazioni previste dal Piano Nazionale, tutte le Regioni dichiarano di aver adeguato il proprio calendario, almeno per l’età pediatrica, mentre il 95,5% degli intervistati ha affermato di aver avviato tutte le campagne di vaccinazione raccomandate per l’adulto/anziano. Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Sicilia risultano regioni particolarmente virtuose in merito all’offerta, in quanto oltre a quella inserita fra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l’offerta è stata ampliata con altre vaccinazioni (ad es. encefalite da zecca, epatite A, ecc.) in relazione a specifiche esigenze locali. Inoltre, circa il 30% delle risposte fornite ai questionari sottolinea che in alcuni contesti è stata estesa la popolazione target che ha diritto alla gratuità delle vaccinazioni, attraverso l’identificazione di coorti aggiuntive o di ulteriori categorie di rischio. I risultati appena esposti sono molto confortanti e assumono un valore particolare, soprattutto se si considera il consistente ampliamento del carico assistenziale introdotto nell’ultimo anno e l’onerosa sfida posta dal PNPV. Una sfida indubbiamente accolta dai Servizi Vaccinali, anche se restano alcuni punti controversi su cui è opportuno proporre le dovute riflessioni. Ad esempio, il 16% degli operatori ha segnalato che il diritto alla gratuità della vaccinazione ha una durata limitata nel tempo e decade negli anni successivi a quello stabilito per l’offerta.

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INFORMATIZZARE L'ANAGRAFE VACCINALE

Nota dolente è quella dell’anagrafe vaccinale dove si registra un’eccessiva frammentazione dei sistemi informativi, elemento preoccupante nell’ambito del percorso di realizzazione di un’anagrafe unica nazionale, prevista per il 2019 dal PNPV. Se per le vaccinazioni pediatriche, si osserva che quasi tutti i Servizi considerati sono provvisti di un’anagrafe vaccinale informatizzata. Nel 54% dei casi questa copre l’intera Regione, limitandosi negli altri casi al territorio di competenza delle singole Aziende Sanitarie. Se si focalizza l’attenzione sulle vaccinazioni dell’adulto/anziano la situazione peggiora sensibilmente: il 34% degli operatori lamenta la totale assenza di un’anagrafe vaccinale informatizzata per queste fasce d’età. Infatti, selezionando unicamente i territori in cui l’anagrafe vaccinale dell’adulto/anziano è disponibile, emerge che solo nel 14% dei casi i Medici di Medicina Generale (MMG) vi hanno accesso. Questo pone in modo incontrovertibile la questione dell’affidabilità dei dati presenti in tali archivi.

MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEI PEDIATRI NELLE AREE CRITICHE

La vaccinazione pediatrica è affidata in modo esclusivo ai Servizi Vaccinali secondo quasi il 90% degli aderenti all’indagine, con un rapporto di circa 1 a 4 fra Distretti e Dipartimenti di Prevenzione. Suscita particolare interesse, in alcuni casi, la presenza di un modello in cui i Pediatri di Libera Scelta (PLS) supportano i Servizi Vaccinali, affiancandoli nell’immunizzazione pediatrica. Soprattutto nei contesti in cui si registrano notevoli difficoltà nel raggiungimento di livelli soddisfacenti di copertura vaccinale, questo tipo di organizzazione può essere un elemento strategico. Tuttavia, si ritiene che il coinvolgimento dei PLS in situazioni critiche debba essere preso in considerazione nell’ambito di un’ampia programmazione degli interventi e di un coordinamento di Sanità Pubblica.

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FARMACISTI PER RAGGIUNGERE UNA MAGGIORE COPERTURA NEGLI ADULTI

La somministrazione delle vaccinazioni dell’adulto/anziano merita un discorso a parte, in quanto risulta di competenza dei MMG secondo il 91% degli intervistati per l’antinfluenzale, il 72% per l’antipneumococcica e solo il 25% per l’anti-zoster, il che evidentemente testimonia che per quest’ultima vaccinazione sono state fatte al momento scelte differenti in relazione probabilmente ad alcuni fattori peculiari del prodotto: la difficoltà per i MMG nella destagionalizzazione della somministrazione rispetto all’antinfluenzale, l’incompleta conoscenza delle indicazioni per un vaccino di recente introduzione e, soprattutto, i problemi di stoccaggio presentati da un vaccino vivo attenuato, che richiede più di altri il rispetto della catena del freddo. La rete delle farmacie convenzionate può costituire una valida alternativa per coadiuvare i MMG nelle campagne vaccinali anti-zoster, in ragione della loro distribuzione ubiquitaria sul territorio e delle ampie capacità di stoccaggio. Il loro contributo andrebbe preso certamente in considerazione, al netto di una preliminare valutazione dei costi complessivi.

PIU' COMPONENTE SCIENTIFICA NELLE COMMISSIONI

Altra nota dolente è la composizione delle commissioni regionali in fatto di vaccini. L’85 e il 90% degli intervistati afferma che la governance delle politiche vaccinali poste in essere dalle Regioni è affidata a un’apposita commissione individuata a livello regionale. Questo è un dato importante, che testimonia come la condivisione delle scelte programmatiche in ambito preventivo sia un orientamento quasi universalmente riconosciuto in tutto il Paese. La realizzazione di strategie vaccinali di successo, infatti, non può prescindere dal più ampio coinvolgimento multidisciplinare realizzabile. Una criticità emerge però in merito alle figure incluse nelle commissioni vaccinali: se, infatti, in tutte le Regioni i Dipartimenti di Prevenzione (o strutture equivalenti) contribuiscono attivamente alle politiche vaccinali, non si può dire lo stesso dei docenti universitari, coinvolti in 10 Regioni, e dei rappresentanti delle Società Scientifiche dei medici di assistenza primaria, presenti addirittura solo in 6 di esse.

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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