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Alimentazione

Insetticida per dimagrire: una follia inglese

pubblicato il 21-03-2014
aggiornato il 13-10-2017

Il dinitrofenolo, venduto come insetticida, ha provocato in Inghilterra quattro decessi in giovani che l’hanno assunto come dimagrante. Gli esperti: «Non è un farmaco, l’uso umano è assolutamente da escludere perché pericolosissimo»

Insetticida per dimagrire: una follia inglese

La Food Standard Agency, l’agenzia governativa inglese che si occupa della sicurezza e dell’igiene degli alimenti, non ha perso tempo: dopo gli ultimi due decessi sospetti, ha lanciato l’allarme. «Il dinitrofenolo è una sostanza non idonea ed estremamente pericolosa per la salute umana». Questo, in sintesi, l’ammonimento che l’agenzia ha veicolato attraverso il proprio sito. Obiettivo: evitare altre tragiche scomparse dopo quelle di due giovani che, nel dinitrofenolo, credevano di aver trovato l’antidoto ai chili di troppo.

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Basta una semplice ricerca online per rendersi conto che questa sostanza tutto è, tranne che un farmaco. Le prime tracce del dinitrofenolo risalgono agli anni ’30: utilizzato come miscela per preparare la polvere da sparo. Successivamente sono divenute note le sue proprietà insetticide: da qui l’impiego, comunque sporadico, nei campi agricoli. Nulla, comunque, che lasciasse immaginare un uso da parte dell’uomo. Invece, dopo alcuni esperimenti condotti a metà del secolo scorso, alcuni ricercatori inglesi si resero conto che il dinitrofenolo induceva l’organismo a intaccare le riserve energetiche. In linea estremamente teorica, dunque, sembrava che agisse come dimagrante. «Nulla, però, che consenta di liberalizzarne l’utilizzo come medicinale - afferma Carlo Nebbia, ordinario di farmacologia e tossicologia veterinaria all’Università di Torino -. Il dinitrofenolo agisce sui mitocondri, favorendo un aumento dell’energia sintetizzata. Questa, però, invece di accumularsi nelle cellule, viene dispersa sotto forma di calore». Da qui l’ipertermia, il primo effetto collaterale dovuto all’uso della sostanza: spesso accompagnato da nausea, vomito, agitazione, pelle arrossata, vertigini, mal di testa e battito cardiaco irregolare. Il dinitrofenolo può anche portare alla morte. «Sopraggiunge quasi sempre per un collasso cardiovascolare», chiosa Nebbia, specificando che a quel punto «il sistema nervoso centrale ha comunque già subìto dei danni irreversibili».

EFFETTI GRAVI

Da una revisione della letteratura internazionale, emergono 62 casi di morte riconducibili all’assunzione del potente insetticida. Se diversi di questi decessi sono riconducibili a casi di suicidio, gli ultimi quattro, registrati in Gran Bretagna nell’ultimo anno e mezzo, potrebbero essere spiegati con un uso improprio della sostanza. Le vittime erano adolescenti o maggiorenni che avevano un obiettivo comune: valorizzare il proprio aspetto fisico. Ecco perché le tracce di dinitrofenolo ritrovate nei loro corpi hanno destato sospetti. «Nell’uomo il consumo di venti milligrammi di dinitrofenolo per chilo di peso corporeo, assunto per via orale, inalatoria o cutanea, può essere fatale - spiega Simona Pichini, primo ricercatore del dipartimento di farmacodipendenza, tossicodipendenza e doping dell’Istituto Superiore di Sanità -. Stiamo parlando di una sostanza che, poiché risulta venduta come fertilizzante, non richiede alcuna autorizzazione da parte dell’Aifa. Sarebbe opportuno, però, inserirla almeno nella tabella delle sostanze vietate per consentire l’azione di contrasto delle forze dell’ordine».


Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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