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Alimentazione

La prima cura della gastrite: 5 pasti e masticazione lenta

pubblicato il 07-06-2013
aggiornato il 29-03-2017

Non esistono importanti restrizioni alimentari o una dieta ad hoc contro questo disturbo. Fondamentale è riconoscere i cibi che causano o aumentano i disturbi. Porzioni piccole e frazionate nell'arco della giornata

La prima cura della gastrite: 5 pasti e masticazione lenta

Non esiste una dieta ad hoc contro questo disturbo. Fondamentale è riconoscere i cibi che causano o aumentano i disturbi.

Porzioni piccole e frazionate nell’arco della giornata

La ricetta: Carciofi ripieni di miglio e finocchi

Nervi a fior di pelle, stress, arrabbiature ed ecco che aumentano i casi di gastrite; in crescita soprattutto quella nervosa. A saperlo sono in tanti, all’incirca un milione di italiani – soprattutto donne - che combattono periodicamente con i sintomi più tipici di questo disturbo: bruciori di stomaco, crampi, nausea, vomito.

Ma non è solo questione di ‘malumori’, spesso alla base della gastrite vi sono cattive abitudini alimentari, eccesso di alcool, spezie, alcuni condimenti e cibi irritanti per la mucosa dello stomaco. O ancora l'abuso di tabacco e di alcuni farmaci di utilizzo comune con proprietà gastrolesive (acido acetil salicilico e simili), tutti fattori che ne possono favorire la comparsa. Una correzione degli stili di vita, specie dietetici, può però aiutare a prevenire i disturbi di stomaco.

CAUSE

Prima di agire sul sintomo, dicono gli esperti, occorre individuarne la causa. Esistono infatti due tipi di gastrite: quella comune dovuta a fattori sia di tipo endogeno (fattori interni, come l’infiammazione della mucosa protettiva delle pareti dello stomaco) che esogeno (fattori esterni, maggiormente correlati alla sfera emozionale, come una malattia o la perdita di una persona cara) e la gastrite nervosa che spesso ha carattere psicosomatico ed i cui sintomi sono simili a quelli della gastrite normale.

A fianco di un trattamento farmacologico, specie nelle fasi acute, con farmaci appropriati che devono essere prescritti dallo specialista, la cosa migliore è correggere l’alimentazione, eliminando tutti quei cibi che possono ‘stuzzicare l'acquolina’ e indurre la produzione di succhi gastrici.

DIETA

Ancora prima della dieta, in caso di gastrite, è fondamentale adottare alcune norme ‘nutrizionali’ molto semplici:

  • mangiare lentamente, perché una corretta masticazione rende più agevole la digestione e riduce i tempi di permanenza gastrica del cibo, e restare seduti una decina di minuti al termine del pasto. È importante, durante il pranzo o la cena, lasciarsi alle spalle nervosismi e stanchezza, godendosi il momento del pasto in tutta rilassatezza;
  • evitare pasti abbondanti (specie alla sera), ripartendoli invece nell'arco della giornata e mantenendo il più possibile orari regolari senza mai saltare un pasto o ritardarlo eccessivamente. Frammezzare poi i pasti con uno spuntino a metà mattina e uno nel pomeriggio per tamponare l’acidità di stomaco e evitare che questa salga troppo a causa del digiuno prolungato.

In tema di alimentazione non vi sono vere e proprie restrizioni, anche la cosiddetta dieta ‘in bianco’ non è consigliata perché inefficace, mentre è corretto impostare una dieta che aiuti a attenuare i sintomi dispeptici (sensazione di imbarazzo gastrico, eruttazione, nausea bruciore di stomaco), imparando a riconoscere quegli alimenti che li possano risvegliare o peggiorare.

CIBI SCONSIGLIATI

Da evitare, in linea generale, l’assunzione di caffè, bevande contenenti caffeina o metilxantine (tè, coca cola, cioccolato) perché determinano reflusso; inoltre le spezie se consumate in quantità elevate, le bevande gassate, i liquidi caldi o troppo caldi. Non dovrebbero fare parte della dieta neppure il brodo di carne, gli estratti per brodo o di carne, minestre pronte contenenti questi ingredienti (stimolano la secrezione gastrica), formaggi piccanti e fermentati, gli insaccati (mortadella, salame, salsiccia, pancetta, coppa, ciccioli, cotechino e zampone).

Evitare anche vino e superalcolici e, fra le cotture, escludere la frittura poiché da un lato aumenta il contenuto di acreolina, una sostanza che peggiora l’infiammazione della mucosa, e dall’altro il contenuto in grassi riduce lo svuotamento dello stomaco rendendo la digestione più lunga.

CIBI CONSIGLIATI

Sono da prediligere le preparazioni semplici, condite con olio extra vergine di oliva e quindi più digeribili, la verdura di stagione variando la qualità per favorire un introito idoneo di vitamine e sali minerali. Privilegiare anche pane ben cotto, crackers e fette biscottate.

COTTURE

Sono preferibili, specie nelle fasi acute, la cottura al vapore, ai ferri, alla griglia, alla piastra, a lesso, al forno e al cartoccio.

Consulenza: Dott.ssa Laila Cattani, Responsabile del Servizio di Endoscopia Digestiva e dell’Ambulatorio di Gastroenterologia, Istituto Auxologico Italiano di Verbania


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