Non si vede, ma è anche più pericoloso di quello che si accumula sul giro vita o nell’interno coscia. Il grasso addominale è una caratteristica (soprattutto) degli uomini, che tendono ad accumulare i chili in eccesso rispecchiando il modello “a mela”. Tra le principali sedi di “stoccaggio” c’è il fegato, centrale energetica dell’organismo in cui si completa il metabolismo lipidico. È in questi casi che si ha la steatosi epatica, diffusa tra le persone in sovrappeso, ma che può manifestarsi anche nel corpo dei magri.
IL RUOLO DELLA DIETA
Non di rado la condizione può compromettere la funzionalità dell’organo fino a evolvere in cirrosi. Senza trascurare che la steatosi epatica, come documentato anche da un lavoro pubblicato sull’International Journal of Obesity, può essere il preludio per l’insorgenza del diabete e delle malattie cardiovascolari. La condizione può essere dettata da un eccesso di alcol, ma anche manifestarsi in persone astemie o che consumano ridotte quantità di birra, vino e superalcolici. In questi casi, riscontrati anche nel quaranta per cento dei bambini obesi, si parla di steatosi epatica non alcolica e da tempo si sta cercando di capire se a causarla sia l’eccesso di cibo (in generale) o di specifici macronutrienti. Una prima risposta è giunta da uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition, realizzato da un team di ricercatori britannici al fine di verificare le associazioni tra la dieta e la malattia.







