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Epatite C: AIFA amplia i criteri di accesso ai nuovi farmaci

pubblicato il 09-03-2017
aggiornato il 13-06-2017

L'obiettivo è eradicare la malattia. Con i nuovi criteri saranno curate 80 mila persone all'anno

Epatite C: AIFA amplia i criteri di accesso ai nuovi farmaci

Sino a dieci anni fa eradicare l'epatite C pareva un'impresa impossibile. Oggi, grazie ai nuovi farmaci antivirali, il virus può essere facilmente eliminato. Unico neo è il costo, troppo elevato per trattare tutti quelli che hanno l'infezione. Una situazione destinata però a risolversi, almeno in Italia, nel giro di poco tempo. AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha infatti da poco aggiornato i criteri di accesso alle cure. Se sino a ieri ne avevano diritto i pazienti più gravi oggi -complice un'ottima politica di negoziazione e le sempre più numerose opzioni terapeutiche- potranno essere trattati anche i casi meno gravi. Secondo l'Istituzione in un anno si arriveranno a trattare oltre 80 mila casi. Diecimila in più di quelli trattati da dicembre 2014, data di inizio della somministrazione dei nuovi farmaci. Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'epatite C, le nuove molecole antivirali e i criteri di accesso:

 

Epatite C: eradicazione possibile, ma serve pazienza (di Daniele Banfi)

 

Epatite C: una malattia che colpisce il fegato (ma non solo) (di Daniele Banfi)

 

Epatite C e infezione da HIV: un legame sempre più forte (di Fabio Di Todaro)

 

Epatite C e nuovi farmaci: usarli con cura per evitare resistenze (di Daniele Banfi)

 

Epatite C: così cala l'attesa per un trapianto di fegato

Epatite C: così cala l'attesa per un trapianto di fegato

14-04-2016
Ecco i nuovi criteri di accesso ai farmaci anti epatite C stilati da AIFA:

Criterio 1: Pazienti con cirrosi in classe di Child A o B e/o con HCC con risposta completa a terapie resettive chirurgiche o loco-regionali non candidabili a trapianto epatico nei quali la malattia epatica sia determinante per la prognosi.

Criterio 2: Epatite ricorrente HCV-RNA positiva del fegato trapiantato in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione.

Criterio 3: Epatite cronica con gravi manifestazioni extra-epatiche HCV-correlate (sindrome crioglobulinemica con danno d'organo, sindromi linfoproliferative a cellule B, insufficienza renale).

Criterio 4: Epatite cronica con fibrosi METAVIR F3 (o corrispondente Ishack). 

Criterio 5: In lista per trapianto di fegato con cirrosi MELD 25 e/o con HCC all'interno dei criteri di Milano con la possibilità di una attesa in lista di almeno 2 mesi.

Criterio 6: Epatite cronica dopo trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo in paziente stabile clinicamente e con livelli ottimali di immunosoppressione.

Criterio 7: Epatite cronica con fibrosi METAVIR F2 (o corrispondente Ishack) e/o comorbilità a rischio di progressione del danno epatico [coinfezione HBV, coinfezione HIV, malattie croniche di fegato non virali, diabete mellito in trattamento farmacologico, obesità (body mass index =30 kg/m2), emoglobinopatie e coagulopatie congenite].

Criterio 8: Epatite cronica con fibrosi METAVIR F0-F1 (o corrispondente Ishack) e/o comorbilità a rischio di progressione del danno epatico [coinfezione HBV, coinfezione HIV, malattie croniche di fegato non virali, diabete mellito in trattamento farmacologico, obesità (body mass index =30 kg/m2), emoglobinopatie e coagulopatie congenite].

Criterio 9: Operatori sanitari infetti.

Criterio 10: Epatite cronica o cirrosi epatica in paziente con insufficienza renale cronica in trattamento emodialitico.

Criterio 11: Epatite cronica nel paziente in lista d'attesa per trapianto di organo solido (non fegato) o di midollo.

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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