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Fibrosi cistica: un mix di farmaci per correggere il difetto

pubblicato il 12-12-2018

Correttori e modulatori stanno cambiano in meglio la vita di chi soffre di fibrosi cistica. Oggi l'aspettativa di vita media di un malato è di 40 anni. Solo qualche decennio fa non superava i 10 anni

Fibrosi cistica: un mix di farmaci per correggere il difetto

Un ulteriore passo avanti nella lotta alla fibrosi cistica. Grazie ai farmaci correttori e modulatori del difetto genetico che sta alla base della malattia, oggi sempre più persone possono essere curate con successo tanto che entro il 2025 la patologia riguarderà sempre più adulti, segno che le cure hanno incominciato ad allungare la vita di chi soffre di fibrosi cistica. Ultima in ordine di tempo ad essere stata sperimentata è una "tripletta" di molecole (VX-659, tezacaftor e ivacaftor) che secondo i primi dati di uno studio di fase III migliorerebbe significativamente la funzionalità polmonare. I risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.

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CHE COS'E' LA FIBROSI CISTICA?

La fibrosi cistica è una malattia genetica ereditaria in cui ad essere alterata è una proteina posta sulla membrana delle cellule che ha il compito di far passare gli ioni cloro. Questo difetto comporta un'anomalia del trasporto di sali e determina, principalmente, la produzione di secrezioni anomale in cui il muco è denso e vischioso. A risentirne di questo difetto sono principalmente l'apparato respiratorio, il pancreas, il fegato, l'intestino e l'apparato riproduttivo. Allo stato attuale della ricerca si conoscono più di 2 mila mutazioni nel gene CTFR responsabile della malattia. A seconda delle alterazioni - i genetisti le hanno suddivise in cinque categorie - la malattia può essere molto severa o completamente asintomatica.

CORRETTORI E MODULATORI RALLENTANO LA MALATTIA

Mentre in passato le uniche terapie disponibili erano per lo più palliative, complice il progresso della ricerca nell'individuazione delle mutazioni ad oggi sono stati sviluppati dei farmaci volti a correggere il difetto della proteina mutata, ovvero il canale del cloro. Questi farmaci rientrano nella categoria dei correttori e dei modulatori genici: i primi permettono il recupero di una quota variabile della proteina, i secondi agiscono aumentando il tempo di apertura del canale, la permeabilità o la stabilità. Obbiettivo finale è il ripristino, almeno parziale, del funzionamento della proteina mutata. Se somministrate preso -fondamentale ancora una volta la diagnosi precoce- questi farmaci potrebbero prevenire l’instaurarsi di danni irreversibili. Quando invece la somministrazione avviene già da adulti le nuove terapie possono stabilizzare la malattia ma non sembrerebbero eliminare il danno eventualmente già presente.

Tra le diverse molecole in studio, il trattamento in tripla combinazione del correttore di nuova generazione VX-659 con tezacaftor e ivacaftor ha portato a miglioramenti statisticamente significativi nella funzionalità polmonare. In particolare i dati presentati hanno mostrato un miglioramento di 14 punti percentuali nei valori di ppFEV1, un indicatore della funizionalità polmonare, nei pazienti con una mutazione F508del. Percentuale che si abbassa al 10% nei casi di doppia mutazione. Risultati importanti che potrbbero valere a breve l'approvazione della terapia da parte della Food and Drug Administration.

CON LA FIBROSI CISTICA SI VIVE SEMPRE DI PIU'

Complice il progresso della ricerca nella creazione dei correttori e modulatori, il trattamento della fibrosi cistica è destinato a cambiare in meglio nei prossimi anni. Ma i risultati sono tangibili già ora: se prima i pazienti non superavano i 10 anni di vita, oggi più della metà raggiunge l’età adulta fino a raggiungere una sopravvivenza media di 40 anni. Ma il dato è destinato a migliorare ulteriormente: nel 2025 il numero di pazienti adulti crescerà del 75%.

 

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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