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Hiv: anche le Car-T tra le possibili cure. Ma a quale prezzo?

pubblicato il 02-09-2019

In modello animale le Car-T si sono dimostrate efficaci nell'eliminare il virus Hiv. Non dimentichiamoci però che farmaci antiretrovirali funzionano molto bene con sempre meno effetti collaterali

Hiv: anche le Car-T tra le possibili cure. Ma a quale prezzo?

Utilizzare le Car-T per eliminare il virus Hiv? Sulla carta, da un punto di vista strettamente scientifico, si tratta di una strategia valida. Ad affermarlo è uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Science Translational Medicine: utilizzando la strategia Car-T un gruppo di scienziati statunitensi è riuscito ad eliminare il virus, in modello animale, nel 97% dei casi. Un risultato importante, seppur preliminare, che non deve però farci dimenticare che la vera lotta all'Hiv passa dalla prevenzione e dalla somministrazione corretta dei farmaci antiretrovirali, molecole che hanno cambiato la storia delle infezioni da Hiv.

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CHE COSA SONO LE CAR-T?

Negli ultimi anni la lotta al cancro è stata rivoluzionata dall'immunoterapia. Tra le innovazioni più promettenti in questo campo -soprattutto per i tumori del sangue- ci sono le Car-T, una serie di tecniche di laboratorio che consistono nella modifica delle cellule del nostro sistema di difesa affinché, una volta reintrodotte nel paziente, riconoscano il tumore eliminandolo. Dal momento che il virus Hiv infetta alcune particolari cellule del sangue, l'idea dei ricercatori è stata quella di utilizzare le Car-T per cercare di combattere l'infezione.

LE CAR-T "ELIMINANO" IL VIRUS HIV

Per testare la bontà dell'approccio nel caso di Hiv, gli scienziati statunitensi hanno modificato le cellule del sistema immunitario affinché riconoscessero il virus. In particolare gli scienziati hanno creato delle Car-T in grado di riconoscere ed eliminare le cellule infettate proteggendo al tempo stesso le cellule Car-T dall'infezione. In questo modo le cellule così modificate sono state in grado di ridurre l'infezione in vitro fino al 99% e di eliminarla -nel 97% dei casi- nelle milze dei modelli animali a cui era stato inoculato il virus contestualmente alla somministrazione della terapia. Un buon risultato che però, al momento, appare "monco". Gli scienziati infatti non hanno ancora testato l'efficacia di Car-T nell'eliminare l'infezione già presente.

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I FARMACI ANTIRETROVIRALI HANNO CAMBIATO LA STORIA 

Pur rappresentando un'ottima strategia -se le Car-T si dimostrassero efficaci nell'eliminazione del virus ad infezione già avvenuta-, rimangono molti dubbi sulla loro possibile applicazione negli individui sieropositivi. Ad oggi la strategia di cura dell'infezione consiste nell'assunzione di farmaci antiretrovirali in grado di blocccare la replicazione del virus. Farmaci che hanno rivoluzionato la vita delle persone sieropositive. Farmaci sempre più specifici e con pochi effetti collaterali che non eliminano definitivamente il virus ma che, presi per tutta la vita, consentono di tenere a bada l'HIV evitando che evolva in AIDS. Risultato: una persona positiva al virus, se opportunamente trattata, ha un'aspettativa di vita media simile a chi non è mai entrato in contatto con il virus. Farmaci che potrebbero essere abbandonati solo se le Car-T si dimostrassero ancor più efficienti, meno costose e, soprattutto, con minori effetti collaterali. Tutte caratteristiche che ad oggi non appartengono al mondo Car-T.

ALLO STUDIO TERAPIE A LUNGA DURATA

Nell'attesa che la ricerca proceda nel campo delle Car-T, a rivoluzionare il trattamento dell'HIV dei prossimi anni saranno le nuove formulazioni dei farmaci antiretrovirali. Assunti oggi per bocca con cadenza giornaliera -condizione necessaria affinché il virus venga tenuto sotto controllo-, sono già in fase di sperimentazione avanzata molecole (i long-acting drugs) di pari efficacia alle cure tradizionali da iniettare intramuscolo dalle 3 alle 6 volte all'anno. 

 

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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