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Medici e pazienti alleati per contrastare le bufale sulla salute

L'appello di quattro scienziati a Science for Peace: «I giovani non si stanchino mai di studiare: soltanto così potranno non rimanere vittime delle notizie false che circolano in rete»

«Ripartiamo dal metodo scientifico, in ogni campo: dubitiamo, interroghiamoci, andiamo a cercare le risposte soltanto sui siti attendibili e diffondiamo il messaggio». Non lascia adito a dubbi il testamento diffuso dai quattro scienziati che hanno preso parte al secondo panel di Science for Peace, quello dedicato alla salute e ai media: Giuseppe Testa (direttore del laboratorio di epigenetica delle cellule staminali all’Istituto Europeo di Oncologia e membro del comitato scientifico della Fondazione Umberto Veronesi), Salvo Di Grazia (ginecologo e fondatore del blog di divulgazione scientifica MedBunker), Carlo Alberto Redi (docente di zoologia e biologia dello sviluppo all’Università di Pavia e membro del comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi) e Carla Collicelli (sociologa del welfare e della salute all'Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr e membro del comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi). Dal palco dell'Università Bocconi, i relatori hanno lanciato un appello anche ai loro colleghi: «Alla base delle fake news c’è spesso un rapporto di subordinazione tra scienziati e lettori. Ma il modello della torre e della piazza non funziona più. Gli addetti ai lavori devono scendere nell’agone popolato da chi commenta e giudica e rivendicare il ruolo del metodo scientifico».

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