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Cardiologia

«Cronoterapia»: con un test capiremo l’ora giusta per le medicine?

Ogni cosa a suo tempo. Tanto più: ogni farmaco a suo tempo. Questo è il principio base della cronoterapia, che tiene conto degli orari segnati dal nostro orologio biologico. Ognuno di noi ne ha uno diverso, internamente, e ora uno studio dell’Università di Medicina di Berlino (Germania) annuncia su che si è riusciti a individuare il «tempo interno» di ogni persona, basandosi su un semplice esame del sangue. Fra i vantaggi di conoscere il ritmo circadiano interno di un individuo, vi è la possibilità di somministrare i farmaci nel momento della giornata più propizio per la loro maggiore efficacia e con minori effetti collaterali negativi. Il rapporto tra l'orologio e l'assunzione dei farmaci è stato ampiamente riconosciuto. 

IL RITMO CIRCADIANO 

Il termine circadiano, coniato da Franz Halberg negli anni Cinquanta, viene dal latino circa diem e significa appunto «intorno al giorno». Da tempo è stata appurata, come ricordano i ricercatori, l’influenza del bio-orologio nella fisiologia, nel metabolismo e nel comportamento. A sua volta il ritmo circadiano è influenzato da predisposizione genetica, età, genere, livello di luminosità dell’ambiente e stagione dell’anno. Un panorama vastissimo, dunque, di azione e reazione ma «finora mancava un mezzo diagnostico facile e affidabile» per orientarsi e per intervenire correttamente.

MEDICINA DI PRECISIONE: COME
CI CUREREMO IN FUTURO? 

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