Un infuso contro i calcoli renali? Non è detto che funzioni
Al momento non ci sono prove per affermare la sicurezza e l'efficacia della fitoterapia nella prevenzione delle recidive della calcolosi renale
BARCELLONA (SPAGNA) - Sulla carta, rappresentano la prova tangibile di una delle malattie urologiche meglio conosciute: la nefrolitiasi. I calcoli renali sono oggi diagnosticabili e trattabili ricorrendo a diverse soluzioni (ecografia o Tac, litotrissia extracorporea, percutanea ed endoscopica). Ma rappresentano comunque un «tormento» per chi ne soffre, vista la probabilità (elevata) di ripresentarsi nel tempo. Da qui la continua ricerca di soluzioni per evitare le recidive. Una di queste rimanda alla fitoterapia. Ma è possibile ridurre con le erbe la formazione dei calcoli renali?
L'argomento è stato affrontato durante una tavola rotonda nel corso dell'ultimo congresso della Società Europea di Urologia. Parziali le conclusioni affidate a Samih Al-Hayek, urologo dell'Addenbrooke's Hospital di Cambridge. «C'è un bisogno insoddisfatto di terapie mediche che porta i pazienti a cercare altri possibili rimedi in grado di evitare la riproposizione del problema. Al momento non sono disponibili prove che confermino l'efficacia di questo approccio. Ciò non toglie, però, che alcuni composti vegetali possano essere d'aiuto nella prevenzione secondaria della nefrolitiasi». Una risposta incompleta, che però riprende lo stato dell'arte. Alcuni studi per fare luce su questo aspetto sono stati condotti, ma le evidenze sono risultate discordanti o comunque non così forti da determinare una variazione nell'approccio alla malattia. A ciò occorre aggiungere l'estrema eterogeneità delle specie vegetali e delle molecole in esse contenute: il loro campo di azione a livello farmacologico è molto eterogeneo.