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Vaccini e operatori sanitari: l'obbligo non è la sola via

Investire di più nel percorso di studi, in organizzazione delle strutture sanitarie e in campagne di informazione. Solo così gli antivaccinisti peseranno sempre meno

A differenza di quanto si è portati a pensare gli operatori sanitari - per la loro scarsa propensione a sottoporsi ai vaccini - sono un anello debole ampiamente documentato nella catena di trasmissione delle malattie infettive. Secondo i dati presentati alla Conferenza nazionale Medice cura te ipsum -del tutto comparabili alle statistiche disponibili a livello europeo- medici, infermieri ed altri professionisti in campo sanitario tendono a snobbare la vaccinazione. Un esempio? Solo il 31,4% in media dichiara di essersi sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale nella stagione appena conclusa: la metà dei medici intervistati e meno di uno su quattro tra infermieri e altri operatori. «Un comportamento errato che -secondo il professor Pierluigi Lopalco, docente di igiene all’Università di Pisa, già responsabile del Programma malattie prevenibili con vaccino del Centro europeo per il controllo delle malattie di Stoccolma (ECDC)- fa il gioco degli antivaccinisti». Quali misure dunque adottare? Può l'obbligatorietà risolvere il problema?

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