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Cardiologia

Alzare il colesterolo buono non serve a contrastare il cattivo

pubblicato il 09-02-2017

Livelli molto bassi o molto alti di colesterolo buono sono entrambi dannosi. Il vero obiettivo è abbassare quello cattivo

Alzare il colesterolo buono non serve a contrastare il cattivo

Se non si riesce ad abbassare il colesterolo “cattivo”, perché non alzare il colesterolo “buono”? Ci sarà pure una compensazione, pensa il paziente. E l’hanno pensato anche gli scienziati che hanno fatto le prove e si sono trovati dinanzi risultati controversi. Altro che compensazione. Ricercatori canadesi hanno riscontrato che tanto il basso quanto il molto alto livello di colesterolo “buono” o Hdl sono associati a un aumentato rischio di morte per una malattia cardiovascolare, per cancro e per altre cause.

 

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. I risultati “strani” suggeriscono che un basso livello di colesterolo buono rappresenta un fattore di rischio per il cuore e che alzandolo non è detto che si riduca il rischio cardiovascolare. L’indagine, condotta nella regione dell’Ontario, ha potuto considerare i dati di 631mila persone che non avevano avuto precedenti disturbi cardiaci, di età variabile da 40 a 105 anni, con una media di 57 anni.

 

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L’ampia coorte è stata divisa in gruppi basati sui diversi valori di Hdl per esaminare la relazione tra questo colesterolo buono e i tassi di mortalità. Tra l’altro, i più bassi livelli di Hdl sono stati riscontrati in persone svantaggiate sul piano economico-sociale, con stili di vita ben poco salutari e altre malattie in atto.

 

Comunque, una volta fatti i dovuti calcoli per poter confrontare i diversi gruppi, i più bassi livelli di colesterolo “buono” sono risultati ancora associati sia alla morte per problemi cardiovascolari sia alla morte per altre cause, tra cui il cancro. I ricercatori canadesi sottolineano che la relazione tra minore Hdl e maggiori decessi per disturbi cardiaci si era già vista in altri studi. Non però l’associazione con la morte per cancro o altre cause: questa è una primizia della loro indagine, rivendicano.

 

Concludono anche che viene smentita la fede di quanti puntano ad alzare l’Hdl per battere il “cattivo” Ldl. «Ancora una volta si conferma – scrivono – che la migliore protezione della salute sta in un corretto stile di vita». «Questo è uno studio molto consistente, su grandi numeri, tuttavia conferma quel che già sapevamo», commenta il professor Maurizio Averna, ordinario di Medicina interna alla Scuola di Medicina dell’Università di Palermo. «Nel senso che negli ultimi anni nelle prove di intervento abbiamo cercato di ridurre il colesterolo “cattivo” e il risultato è stato sempre lo stesso: quando si riesce ad abbassarlo si riducono gli eventi cardiovascolari, come infarto, ictus… Per il “buono”, invece, abbiamo una serie di evidenze che il suo ruolo è “il trasporto inverso del colesterolo”, vale a dire dalle placche nelle arterie al fegato».

 

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Dunque libererebbe i vasi sanguigni da pericolose “incrostazioni”. Allora se lo si alza, tanto di guadagnato per il cuore? «No, perché tutti i tentativi di alzare l’Hdl con i farmaci non fanno diminuire il rischio cardiovascolare. Ci sono persone che geneticamente producono anche 100 mg di Hdl, ma non risultano più protette degli altri», risponde Averna. «Certo, è meglio che il colesterolo “buono” sia alto, perché quando è basso alimenta il pericolo per cuore e arterie, ma il dato si ferma qui».

 

Che valore si intende per alto nel colesterolo “buono”? «Per le donne è alto sopra 50, per gli uomini sopra 40. Il valore di 70 mg è il limite fino al quale è possibile vedere ancora effetti positivi. Non comprendiamo ancora l’esatto ruolo delle Hdl, di certo più del semplice trasporto. Può essere antiossidante, può avere un valore protettivo. Per esempio, l’associazione con un’accresciuta morte per cancro quando l’Hdl è basso, che compare ora in questo studio, sembra suggerire qualcosa». Conclude il professor Maurizio Averna: «Allo stato dell’arte non conviene prescrivere farmaci per alzare il colesterolo “buono”. Conviene assolutamente condurre uno stile di vita corretto».

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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