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Cardiologia

Farmaci: ecco le dieci novità più significative degli ultimi 70 anni

pubblicato il 29-08-2018
aggiornato il 30-08-2018

Dai vaccini contro morbillo, parotite e rosolia alla pillola anticoncezionale: un report inglese evidenzia i successi della medicina dell'ultimo secolo

Farmaci: ecco le dieci novità più significative degli ultimi 70 anni

L'antipsicotico cloropromazina (1953), il vaccino antipoliomielite (1955), la pillola anticoncezionale e le penicilline di seconda e quarta generazione (1961), i betabloccanti per il cuore (1969), i beta2-agonisti per l'asma e la Bpco (1969), l'antitumorale Tamoxifene (1972), gli immunosoppressori (1983), gli antiretrovirali per l'Aids (1988) e il vaccino trivalente contro il morbillo, la parotite e la rosolia: sono questi i farmaci che hanno «rivoluzionato» la medicina negli ultimi settant'anni, almeno secondo i camici bianchi inglesi che hanno risposto a un'indagine voluta dal National Health Service (servizio sanitario britannico) per celebrare il settantesimo anniversario della sua nascita. 

I DIECI FARMACI CHE HANNO CAMBIATO
LA MEDICINA NEGLI ULTIMI 70 ANNI

L'ANALISI CONDOTTA OLTRE LA MANICA

L'elenco, riportato con le singole descrizioni nella fotogallery, non rappresenta una graduatoria di merito, in quanto «il livello dei benefici apportati da questi farmaci esiste, ma è variabile», è la motivazione riportata nel dossier, in cui è stata ripercorsa una carrellata dei maggiori successi registrati dall'industria farmaceutica in ordine cronologico. Per la scelta dei farmaci, il dipartimento di economia della salute dell'Nhs ha effettuato una revisione della letteratura, oltre a confrontarsi con due associazioni di settore nazionali: le Società di storia della medicina e della farmacia. Nella rilevazione, agli specialisti è stato chiesto di dare un giudizio in merito al valore dell'innovazione, alla forza dell'evidenza scientifica alla base dell'ingresso sul mercato di un nuovo farmaco, all'assenza di molecole con analogo effetto, alla complementarietà con altri farmaci esistenti, al percorso seguito in fase di sperimentazione in collaborazione con gli ospedali e i centri di ricerca e all'impatto sulla società. Obiettivo del lavoro era poter dare una misura dei benefici determinati a livello di salute pubblica (in termini di riduzione della mortalità, aumento della qualità della vita, della produttività e dell'efficienza del servizio sanitario) e del risparmio per le casse dello Stato.

MEDICINA DI PRECISIONE: QUALI
I PROSSIMI PASSI NELLA LOTTA AI TUMORI?

 

BENEFICI (IN PRIMIS) PER IL CUORE E PER LA MENTE

Nel corso delle interviste - a cui hanno risposto otto tra esponenti di società scientifiche, istituzioni sanitarie e di ricerca - è stato chiesto di rilevare l'impatto dell'innovazione farmaceutica in diverse branche della medicina: cardiologia, gastroenterologia, medicina generale, malattie infettive, pneumologia, pediatria, psichiatria e chirurgia. È così stato possibile stilare un elenco di 37 farmaci che, secondo gli esperti, hanno avuto un impatto significativo sulla società dalla nascita del Servizio sanitario inglese a oggi. Provando a restringere la rosa, dopo aver escluso dei farmaci che erano presenti sul mercato già da prima del 1948, in lizza ne sono rimasti dieci. Particolare peso è stata data all'innovazione in ambito cardiovascolare (con l'approdo sul mercato dei betabloccanti) e psichiatrico (la cloropromazina è considerata il capostipite di quasi tutti i farmaci sviluppati negli ultimi decenni), considerando non soltanto il beneficio determinato dai singoli farmaci, ma anche quelli avuti grazie alle combinazioni messe a dopo qualche anno dopo a partire da questi. In molti hanno anche ribadito l'importanza dell'abbinamento tra un farmaco e un dispositivo non farmacologico: è il caso della zidovudina e del preservativo nella lotta all'Aids.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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