Farmaci: ecco le dieci novità più significative degli ultimi 70 anni
L'antipsicotico cloropromazina (1953), il vaccino antipoliomielite (1955), la pillola anticoncezionale e le penicilline di seconda e quarta generazione (1961), i betabloccanti per il cuore (1969), i beta2-agonisti per l'asma e la Bpco (1969), l'antitumorale Tamoxifene (1972), gli immunosoppressori (1983), gli antiretrovirali per l'Aids (1988) e il vaccino trivalente contro il morbillo, la parotite e la rosolia: sono questi i farmaci che hanno «rivoluzionato» la medicina negli ultimi settant'anni, almeno secondo i camici bianchi inglesi che hanno risposto a un'indagine voluta dal National Health Service (servizio sanitario britannico) per celebrare il settantesimo anniversario della sua nascita.
I DIECI FARMACI CHE HANNO CAMBIATO LA MEDICINA NEGLI ULTIMI 70 ANNI
L'ANALISI CONDOTTA OLTRE LA MANICA
L'elenco, riportato con le singole descrizioni nella fotogallery, non rappresenta una graduatoria di merito, in quanto «il livello dei benefici apportati da questi farmaci esiste, ma è variabile», è la motivazione riportata nel dossier, in cui è stata ripercorsa una carrellata dei maggiori successi registrati dall'industria farmaceutica in ordine cronologico.
Per la scelta dei farmaci, il dipartimento di economia della salute dell'Nhs ha effettuato una revisione della letteratura, oltre a confrontarsi con due associazioni di settore nazionali: le Società di storia della medicina e della farmacia. Nella rilevazione, agli specialisti è stato chiesto di dare un giudizio in merito al valore dell'innovazione, alla forza dell'evidenza scientifica alla base dell'ingresso sul mercato di un nuovo farmaco, all'assenza di molecole con analogo effetto, alla complementarietà con altri farmaci esistenti, al percorso seguito in fase di sperimentazione in collaborazione con gli ospedali e i centri di ricerca e all'impatto sulla società. Obiettivo del lavoro era poter dare una misura dei benefici determinati a livello di salute pubblica (in termini di riduzione della mortalità, aumento della qualità della vita, della produttività e dell'efficienza del servizio sanitario) e del risparmio per le casse dello Stato.
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BENEFICI (IN PRIMIS) PER IL CUORE E PER LA MENTE
Nel corso delle interviste - a cui hanno risposto otto tra esponenti di società scientifiche, istituzioni sanitarie e di ricerca - è stato chiesto di rilevare l'impatto dell'innovazione farmaceutica in diverse branche della medicina: cardiologia, gastroenterologia, medicina generale, malattie infettive, pneumologia, pediatria, psichiatria e chirurgia. È così stato possibile stilare un elenco di 37 farmaci che, secondo gli esperti, hanno avuto un impatto significativo sulla società dalla nascita del Servizio sanitario inglese a oggi. Provando a restringere la rosa, dopo aver escluso dei farmaci che erano presenti sul mercato già da prima del 1948, in lizza ne sono rimasti dieci. Particolare peso è stata data all'innovazione in ambito cardiovascolare (con l'approdo sul mercato dei betabloccanti) e psichiatrico (la cloropromazina è considerata il capostipite di quasi tutti i farmaci sviluppati negli ultimi decenni), considerando non soltanto il beneficio determinato dai singoli farmaci, ma anche quelli avuti grazie alle combinazioni messe a dopo qualche anno dopo a partire da questi. In molti hanno anche ribadito l'importanza dell'abbinamento tra un farmaco e un dispositivo non farmacologico: è il caso della zidovudina e del preservativo nella lotta all'Aids.
I dieci farmaci che hanno cambiato la medicina in 70 anni
Cloropromazina (1953) Si tratta del primo antipsicotico, sintetizzato nel 1951 e lanciato in Gran Bretagna nel 1953. Secondo gli esperti, il farmaco ha rappresentato una rivoluzione nell'assistenza alle persone affette da schizofrenia. A partire dalla cloropromazina, sono state sintetizzate le successive molecole utilizzate per il trattamento della depressione, della fase maniacale del disturbo bipolare e degli stati di agitazione
Vaccino antipolio (1955) Si tratta del primo antidoto utilizzato all'interno di un programma di vaccinazione voluto dal sistema sanitario inglese (Nhs). Le stime dicono che, soltanto in Inghilterra, sia stato in grado di prevenire diecimila decessi negli ultimi sessant'anni
Pillola anticoncezionale (1961) La contraccezione orale ha rappresentato una novità assoluta, perché per la prima volta è stato proposto a persone sane di assumere un farmaco. In questo modo si è contribuito a ridurre le gravidanze indesiderate e l'incidenza del parto pretermine e della morte fetale
Penicilline di seconda-quarta generazione (1961) Ampicillina, Amoxicillina e Flucloxacillina: queste le penicilline considerate più innovative, a poco più di trent'anni dalla messa a punto della prima (1928). L'impiego di questi farmaci ha ridotto i tassi di infezione nelle procedure chirurgiche
Betabloccanti (1965) I betabloccanti vengono utilizzati principalmente come antiaritmici, antipertensivi e antianginosi. Il primo a essere usato fu il propanololo. L'impatto, oltre che sulla salute dei pazienti, è stato significativo anche per le casse dello Stato, grazie a una notevole riduzione nel numero dei ricoveri
Beta agonisti (1969) Il salbutamolo, primo beta agonista a lunga durata, ha rivoluzionato l'approccio terapeutico all'asma e alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), malattie che fino agli anni '60 determinavano un numero di decessi ben più alto rispetto a quanto registrato in seguito
Tamoxifene (1972) Il tamoxifene è un farmaco antitumorale assunto per via orale, scoperto casualmente mentre si cercava di sintetizzare un nuovo anticoncezionale. Inizialmente venne utilizzato nei casi di tumore mammario metastatico con buoni risultati, ma s'è poi scoperto che è in grado di prevenire la ripresa della malattia (recidiva) in donne già operate per tumore al seno
Immunosoppressori (1983) Gli immunosoppressori (il primo è stato la ciclosporina) hanno rivoluzionato il campo dei trapianti d'organo, elevando i tassi di successo e riducendo i costi di ospedalizzazione. In seguito il loro utilizzo è aumentato: oggi sono impiegati per controllare anche le gravi manifestazioni allergiche e le malattie autoimmuni
Antiretrovirali (1987) La zidovudina è stato il primo farmaco messo a punto per trattare l'Aids, la sindrome da immunodeficienza acquisita provocata dall'Hiv. Secondo gli esperti, ha contribuito a evitare quella che avrebbe potuto essere una pandemia, riducendo sopratutto la trasmissione verticale (mamma-figlio) dell'infezione
Vaccino morbillo-parotite-rosolia (1988) Un primo vaccino per prevenire il morbillo fu reso disponibile nel 1963, quelli per la parotite e la rosolia furono resi disponibili nel 1967 e nel 1969. I tre vaccini sono stati combinati nel 1971 per diventare il vaccino morbillo-parotite-rosolia (MPR), offerto a tutti i cittadini inglesi dal 1988 a partire dall'anno di età, con una seconda dose prima di cominciare la scuola (tra i 5 e 6 anni)