Oltre che negli stili di vita, la longevità è scritta nei geni. Nel caso specifico, in una variante di quello che codifica per la proteina BPIFB4 che, migliorando l'elasticità dei vasi sanguigni, agevola la vascolarizzazione dei tessuti (e di conseguenza la «rivascolarizzazione», se c'è già stata un’ischemia). Questo gene, oltre a essere una fortuna per chi lo possiede, è in grado di determinare lo stesso beneficio se «trasferito» in altri individui.
Il gene della longevità «agisce» proteggendo i vasi sanguigni
Il gene BPIFB4 sembra funzionare anche se trasferito in altri individui. La scoperta porta (anche) la firma di Elena Ciaglia, ricercatrice di Fondazione Umberto Veronesi
RESTRIZIONE CALORICA: MANGIARE

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