Ciaglia Elena

NOTE BIOGRAFICHE:

  • Nata a Eboli (SA) nel 1982
  • Laureata in Biotecnologie Mediche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II
  • PhD in Oncologia ed Endocrinologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II

Come il glioblastoma sfugge al sistema immunitario (leggi l'intervista)

2019

Immuno-Senescenza ed improprio controllo tumorale NK-mediato

Il glioblastoma (GBM) rappresenta il tumore più comune e più maligno originato dalla glia, l’insieme di cellule che, insieme ai neuroni, costituisce il tessuto nervoso. Nello stadio avanzato, il GBM mostra una grande capacità di sottrarsi al controllo delle cellule immunitarie del corpo, attraverso meccanismi non ancora perfettamente chiariti. Una possibile spiegazione sembra riguardare la senescenza cellulare delle cellule tumorali: questo meccanismo è tipico di molte cellule normali ed impedisce la proliferazione cellulare incontrollata. Sebbene possa sembrare positivo “bloccare” la crescita del tumore, la senescenza del glioblastoma è alterata e può influenzare le cellule del sistema immunitario che eliminano le cellule cancerose, come le cellule NK (Natural Killer), limitando la loro azione antitumorale. Obiettivo del progetto sarà studiare le modalità con cui le cellule di GBM senescenti contrastano la corretta generazione, migrazione e attività dei linfociti NK. Inoltre verranno studiati i meccanismi della senescenza cellulare “alterata” del tumore rispetto a quella classica. Chiarire queste differenze aiuterà a identificare nuovi target molecolari per colpire il GBM.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO:

Università degli Studi di Salerno

Area

Oncologia

2018

Immunosenescenza e improprio controllo tumorale nel glioblastoma

La senescenza cellulare indotta da oncogeni è un programma di risposta allo stress capace di contenere la crescita sregolata e metastatica delle cellule tumorali. Negli stadi avanzati di malattia ha effetti deleteri sul microambiente tumorale rendendo dormienti le cellule deputate alla sorveglianza immunitaria. Lo studio tenterà di definire i meccanismi attraverso i quali le cellule tumorali senescenti contrastano l’attività dei linfociti NK (Natural Killers) che, qualora funzionanti, sono capaci di riconoscere e uccidere le cellule cancerose.

In particolare si studierà in che modo la senescenza tumorale possa influenzare la generazione, il differenziamento, la migrazione e il grado di attivazione delle cellule NK nel glioblastoma. In cosa differisce l’attività della cellula NK indotta impropriamente senescente dal tumore, rispetto alla NK soggetta a un naturale declino dell’attività per effetto dell’invecchiamento fisiologico? La risposta a tale domanda e l’analisi delle distinti funzioni delle risposte immunitarie mediate da NK, aiuteranno a chiarire le differenze nei circuiti molecolari tra la condizione fisiologica e patologica.

Ciò consentirà l’individuazione di molecole bersagli su cui agire farmacologicamente per una possibile quanto auspicabile ripresa dello stato di responsività immunitaria nei confronti del tumore. Lo studio ha lo scopo di studiare i meccanismi attraverso cui le cellule neoplastiche contrastano e annullano l’attività anti-tumorale del sistema immunitario.

Area

Oncologia

2017

EGFR e cellule NK nel fallimento dell’immunità anti-glioma

Una caratteristica dei tumori è la loro capacità di rendersi invisibili alla sorveglianza continua del sistema immunitario: spesso i responsabili dei meccanismi di immuno-evasione messi in campo dai tumori sono i cosiddetti oncogeni, geni responsabili dello sviluppo e crescita tumorale.

Lo scopo di questo progetto è comprendere in che modo mutazioni a carico della proteina EGFR (Recettore per il Fattore di Crescita Epiteliale), un oncogene del glioblastoma, agiscono per sottrarre i gliomi al controllo da parte del sistema immunitario, e nello specifico dei linfociti NK (Natural Killers), cellule capaci di riconoscere e uccidere le cellule cancerose. Il progetto punta a conoscere qual è il grado di funzionalità delle cellule NK che infiltrano il glioblastoma e di quelle circolanti nel sangue, la loro relazione con il microambiente tumorale, i meccanismi tramite cui le mutazioni a carico dell’EGFR possono influenzare la loro generazione, il loro differenziamento e la loro attivazione, nonché il loro reclutamento a livello cerebrale.

Lo studio, che verrà compiuto su modelli cellulari in vitro e su resezioni chirurgiche di pazienti, permetterà una migliore comprensione della biologia del glioblastoma, dei suoi intrinseci meccanismi di evasione delle risposte immunitarie, l’identificazione di nuovi possibili bersagli terapeutici.


DOVE SVILUPPERA' IL PROGETTO:

Università degli Studi di Salerno

Area