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Fumo

Sigarette elettroniche: «Troppo presto per dire che fanno meno male»

pubblicato il 02-10-2019

Per ora non si può essere certi che sul respiro siano innocue. Il responso di una revisione degli studi sulle sigarette elettroniche

Sigarette elettroniche: «Troppo presto per dire che fanno meno male»

Sono state promosse come l'alternativa salutare al fumo di sigaretta, ma le sigarette elettroniche ancora non convincono la comunità scientifica, che perlomeno sui proclami salutistici invoca cautela. Troppo presto per dire se sul polmone fanno meno male delle sigarette combustibili, concludono gli autori di una fra le più complete revisioni di studi condotte finora.

IL PUNTO SU UNA STORIA RECENTE

Sul mercato dai primi anni duemila, le e-cig sono oggetti d'uso e di ricerca molto recenti, se si pensa che per attestare i danni del fumo di sigaretta ci sono voluti decenni di osservazione sui consumatori. L'attenzione è massima dopo gli allarmi dagli USA, dove questa estate si sono registrati casi anche letali di malattie respiratorie gravi dovute all'utilizzo di sigarette elettroniche, probabilmente alterate con l'aggiunta di altre sostanze nei liquidi (in molti casi THC). Ora un articolo sul British Medical Journal fa il punto di quanto si sa degli effetti delle sigarette elettroniche sulla salute respiratoria, analizzando gli studi di qualità disponibili sino ad oggi. 

LA RICERCA

«Gli studi mostrano effetti negativi misurabili sulla salute e sulle cellule dei polmoni, nelle persone, negli animali e sui campioni di tessuto analizzati in laboratorio» ha spiegato Rob Tarran, uno degli autori dell'indagine, professore di biologia cellulare e fisiologia della University of North Carolina. Sono comunque meno dannose delle sigarette tradizionali per i nostri polmoni? La risposta dei ricercatori americani è rigorosa: non possiamo dirlo con certezza, gli anni di studio sono ancora troppo pochi. Inoltre è complicato raggiungere conclusioni generali poichè i prodotti in commercio sono molto diversi per tecnologia delle apparecchiature, per composizione dei liquidi e concentrazione delle diverse sostanze (in genere glicole propilenico, glicerina, nicotina, aromi, ma sono state rilevate varie sostanze nocive come metalli pesanti e aldeidi). Ecco in sintesi quanto hanno raccolto gli autori dell'indagine.

SIGARETTE ELETTRONICHE E SALUTE DEI POLMONI

Diversi studi hanno evidenziato un aumento di disturbi respiratori negli adolescenti che svapano. Questo è un tema cruciale, perchè molti prodotti puntano dritto al target dei giovanissimi e ricordiamo che negli States un sedicenne su quattro e il 10 per cento dei dodici-tredicenni usano sigarette elettroniche. Sono stati riscontrati più alti della media dei coetanei asma, respiro corto, bronchiti o sintomi simili. Sempre sulle persone sono tanti gli indizi di effetti sui polmoni, compresa una certa casistica di polmonite lipoidea, una polmonite che si può verificare per l'inalazione di sostanze oleose. Sugli animali sono stati dimostrati danni al polmone, compresa una maggiore suscettibilità alle infezioni. Infine, gli studi condotti su campioni di tessuto polmonare hanno mostrato effetti negativi a vario livello. Pur ribadendo che è estremamente difficile riprodurre le conseguenze di apparecchi e sostanze così eterogenee nella realtà dei consumatori, gli autori hanno voluto sottolineare che gli unici studi da cui non sono emersi effetti negativi sono quelli finanziati dalle aziende produttrici. In conclusione gli autori raccomandano «che i prodotti da svapo siano regolati in maniera analoga ai prodotti farmaceutici, che passano attraverso una ben definita serire di studi preclinici e clinici prima di essere immessi sul mercato». 

RICOVERI E VITTIME NEGLI USA: COSA SAPPIAMO

Nel corso dell'estate 2019 le autorità sanitarie statunitensi hanno segnalato una serie preoccupanti di patologie polmonari legate all'uso di sigarette elettroniche. Più di 800 casi e circa 12 morti accertati per questa sindrome ancora per molti versi misteriosa. Tutte le persone coinvolte erano svapatori, giovani e, degli oltre 500 casi di cui si hanno informazioni precise, il 77% aveva usato prodotti contenenti tetraidrocannabinolo (THC). L'ipotesi, dunque, è che il THC sia una parte importante del problema. Ciò che viene consigliato è:

  • considerare l'astensione dall'uso di sigarette elettroniche;
  • se non le si usa, evitare di iniziare a farlo;
  • i ragazzi, le donne incinte (e chi già soffre di malattie respiratorie, aggiungiamo noi) dovrebbero evitarle;
  • evitare l'acquisto di vaporizzatori, cartucce o liquidi per canali di vendita non controllati e non aggiungere oli come quelli a base di THC ai liquidi;
  • ultimo importante consiglio: in ogni caso gli adulti ex-fumatori che sono passati alle sigarette elettroniche non devono riprendere a fumare tabacco combustibile.

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TRE CONSIGLI A CHI CONSIDERA LE E-CIG PER SMETTERE

Resta il fatto che sono migliaia i fumatori che si domandano (e domandano al loro medico) se usare o meno le sigarette elettroniche per smettere di fumare. Data l'assenza dei prodotti della combustione e la concentrazione assai inferiore di sostanze nocive è ragionevole pensare che il danno sia inferiore rispetto alle sigarette vecchio stile, ma come abbiamo visto non ci sono certezze (e andrebbero considerati anche gli effetti su altre funzioni dell'organismo, a partire da quella cardiovascolare). Al momento si sa che per smettere di fumare esistono risorse non dannose e utili, come le terapie nicotiniche sostitutive, farmaci come il bupropione e la vareniclina. Quando usati in modo appropriato e in combinazione con la consulenza di operatori competenti, rappresentano l'approccio che un medico può consigliare. Se però un fumatore pensa sia utile passare ai dispositivi per lo svapo, dovrebbe :

  • sapere che ci possono essere dei rischi ancora non ben conosciuti per la sua salute, soprattutto con un uso prolungato;
  • evitare l'uso duale (sigarette combustibili e sigarette elettroniche alternate), che pure oggi riguarda quasi l'80% degli svapatori in Italia;
  • porsi l'obiettivo, anche chiedendo l'aiuto di un centro antifumo, di ridurre progressivamente fino ad abbandonare l'assunzione di nicotina con qualsiasi dispositivo e possibilmente anche dei vaporizzatori. 

 

 

 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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