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Ginecologia

Ovaio policistico, buone conferme dalla metformina

pubblicato il 07-07-2015
aggiornato il 25-09-2017

Il farmaco, utilizzato dai pazienti diabetici, si rivela efficace anche nelle donne affette dalla disfunzione ormonale

Ovaio policistico, buone conferme dalla metformina

Sovrappeso. Acne. Ritardi nel ciclo mestruale. Comparsa, sul viso e sulla parte superiore dell’addome, di una leggera peluria. Sono i disturbi che segnala una donna su dieci, in età fertile, e che rimandano alla sindrome dell’ovaio micropolicistico, la più comune disfunzione ormonale entro i 50 anni che può anche compromettere la fertilità. A causarla un’eccessiva produzione di ormoni maschili da parte delle gonadi femminili, le ovaie.


C'è un nesso fra ovaio policistico e malattie metaboliche

LA DIAGNOSI

Riconoscere la sindrome non è semplice e non di rado la donna riceve una diagnosi soltanto dopo aver consultato diversi specialisti, dall’endocrinologo al ginecologo. Ad allarmare, all’inizio, è quasi sempre l’irregolarità del ciclo mestruale che, se abbinata a un eccesso di peso, può far pensare alla presenza del disturbo. Si possono escludere altre malattie con sintomi simili nel momento in cui si rileva un’eccessiva concentrazione di testosterone nel sangue, e la conferma arriva da un'ecografia che mostra ovaie ingrossate e piene di piccole cisti. I segni devono essere abbinati: il riscontro degli ultrasuoni non basta a formulare una corretta diagnosi. 


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QUALE TERAPIA?

L’approccio punta a ridurre l’entità dei disturbi. Tutti gli specialisti sono concordi nel sottolineare che una riduzione del peso corporeo è il primo passo da compiere per migliorare il quadro metabolico, la funzione ovarica e il ripristino della fertilità. Quanto alle terapie, invece, aumenta l'attenzione per i benefici della metformina, farmaco impiegato in caso di diabete e da tempo usato anche per tenere sotto controllo i livelli di insulina nelle pazienti in sovrappeso (non per forza diabetiche)L’indicazione è confermata dauna metanalisi pubblicata su Human Reproduction che ha considerato 608 donne, di età compresa tra 12 e 39 anni. Dal confronto tra le pazienti che avevano seguito soltanto alcune raccomandazioni dietetiche e quelle che alla correzione degli stili di vita avevano abbinato la terapia farmacologica, è emerso che l’assunzione di una dose compresa tra 1,5 e 2 grammi al giorno di metformina risulta associata a una riduzione del peso corporeo, dell’indice di massa corporea, e alla regolarizzazione del ciclo mestruale. In sei mesi di terapia.  

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I BENEFICI DELLA METFORMINA

Secondo Helena Teede, direttore dell’unità di ricerca sul diabete e docente di salute pubblica della donna alla Monash University di Melbourne, «mentre la correzione dello stile di vita è il primo passo nella gestione della sindrome dell’ovaio policistico, l’aggiunta di metformina migliora la gestione del peso corporeo e la regolarità del ciclo mestruale». Un riscontro che può essere spiegato con il legame tra la sindrome dell’ovaio policistico e la resistenza all’insulina, la condizione (viene curata con la metformina) che precede la diagnosi di diabete e che è corresponsabile dell’aumento dei livelli di testosterone nel sangue di una donna.


Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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