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Ginecologia

Tumore dell'ovaio: informazione prima difesa per le donne

pubblicato il 08-05-2017
aggiornato il 25-07-2017

La diagnosi precoce è difficile, ma cambia completamente le prospettive di guarigione. Iniziative in tutta Italia in occasione della Giornata mondiale contro il tumore dell'ovaio

Tumore dell'ovaio: informazione prima difesa per le donne

Il 90 per cento delle pazienti con un tumore dell’ovaio scoperto al primo stadio è viva 5 anni dopo la diagnosi. Le speranze di farcela si dimezzano al 45 per cento se la malattia viene individuata quando è in fase più avanzata (stadio III), ma pur sempre confinata all’area pelvica. E scendono ulteriormente al 25 per cento se (stadio IV) si è già in presenza di metastasi anche a distanza dalla zona delle ovaie. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e le donne di ogni età nei confronti di questo tumore è stata istituita l’8 maggio la Giornata Mondiale contro il Tumore Ovarico, con l’obiettivo di far conoscere la malattia e favorire lo scambio di esperienze fra le pazienti di ogni nazione.

 

SEIMILA I NUOVI CASI L'ANNO, MA 6 DONNE SU 10 NON LO CONOSCONO 

«Nella lotta al tumore ovarico l’informazione è fondamentale - sottolinea Nicoletta Colombo, direttore del Programma di Ginecologia Oncologica all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano -. Si stima infatti che il 60 per cento delle donne italiane non lo conosca, nonostante ogni anno quasi 6.000 connazionali ricevano la diagnosi di tumore ovarico. Inoltre, a differenza di altre forme tumorali, come quelle al seno e all’utero, dove sono disponibili strumenti di prevenzione efficace, nel carcinoma alle ovaie l’unica prevenzione possibile è rappresentata proprio dall’informazione». Quello all’ovaio è infatti un tumore subdolo, che viene definito un «killer silenzioso» perché è ancora spesso letale, a causa dei sintomi difficili da riconoscere e che compaiono tardivamente: così quasi l’80 per cento delle diagnosi avviene in fase avanzata, quando le possibilità di guarigione sono molto limitate.

 

I CAMPANELLI D'ALLARME: VAGHI MA DA NON TRASCURARE

«I pochi segni in qualche modo collegati alla sua insorgenza, quali gonfiore e dolore addominale e difficoltà ad andare in bagno, sono campanelli d’allarme che se persistenti dovrebbero indurre la donna a parlarne con il ginecologo, il quale a sua volta dovrebbe almeno considerare la possibilità di un tumore ovarico e sottoporre la paziente ad una visita ginecologica accurata e subito dopo ad un’ecografia transvaginale e addominale», prosegue Colombo, che è anche professore Associato di Ostetricia e Ginecologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e membro del Consiglio Direttivo ACTO onlus, l’Alleanza contro il Tumore Ovarico.

 

I PROGRESSI NELLE CURE

Dal punto di vista della terapia, grandi passi sono stati fatti negli ultimi anni, grazie all’avvento delle terapie anti-angiogeniche che impediscono al tumore di crescere e diffondersi, bloccando la neoformazione vascolare che alimenta il tumore. Inoltre, per le pazienti affette da tumore ovarico e con mutazione BRCA 1 e 2, esistono ulteriori terapie come i PARP inibitori. Oggi infatti è noto che circa un quarto dei casi diagnosticati ogni anno in Italia ha origine dalla mutazione dei geni Brca e alle pazienti portatrici di questa mutazione, così come ai loro famigliari, il nuovo test genetico BRCA offre la possibilità di usufruire di cure innovative e di intraprendere percorsi di prevenzione solo cinque anni fa inimmaginabili.

 

ATTENZIONE A PSICHE E FEMMINILITÀ

«Il tumore dell’ovaio colpisce profondamente la donna anche sotto il profilo psicologico in quanto ne ferisce profondamente la femminilità e l’identità – aggiunge Nicoletta Cerana, Presidente di ACTO onlus, la prima associazione nazionale pazienti per la lotta contro questa patologia –. Queste ferite psicologiche mettono a dura prova la capacità delle pazienti di affrontare la sofferenza fisica e di rispondere al meglio alle cure. Occorre pertanto aiutarle a superare non solo la malattia ma anche i drammatici mutamenti estetici del corpo che ne accompagnano il percorso. Il progetto “Sguardi d’energia” è nata proprio per superare queste problematiche e il successo riscontrato nelle prime due stagioni lo ha confermato». La campagna “Sguardi d’energia” nei suoi primi due anni di vita ha coinvolto 734 pazienti che hanno partecipato alle settimane di onco-estetica organizzate a Milano, Roma, Bari, Napoli, Modena, Catania e Pisa. L’iniziativa, ospitata nei principali centri oncologici italiani, è nata proprio per rispondere al bisogno della donna con tumore ovarico di mantenere la sua integrità come persona e ritrovare l’attenzione quotidiana alla propria femminilità, e per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su questa temibile neoplasia.

 

TUTTE LE INIZIATIVE PER LA GIORNATA CONTRO IL TUMORE DELL'OVAIO

L’8 maggio di ogni anno, 107 associazioni di 31 nazioni si uniscono in una ideale catena per informare e sensibilizzare sulla malattia attraverso una campagna digitale condotta sui principali social media e sul sito www.ovariancancerday.org. In Italia ACTO onlus promuove molteplici iniziative rivolte alle pazienti e ai loro familiari con eventi organizzati a Milano, Monza, Roma, Bari e Torino. Tutte le informazioni sugli eventi sul sito dell'associazione

Vera Martinella
Vera Martinella

Laureata in Storia, dopo un master in comunicazione, inizia a lavorare come giornalista, online ancor prima che su carta. Dal 2003 cura Sportello Cancro, sezione dedicata all'oncologia sul sito del Corriere della Sera, nata quello stesso anno in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi.


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