Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Ginecologia

Perchè le donne non devono temere la terapia ormonale

pubblicato il 30-01-2013
aggiornato il 24-01-2017

I più recenti studi hanno fatto chiarezza sui farmaci che sono in grado di alleviare gli effetti della menopausa e che si sono dimostrati una risorsa preziosa quando vengono utilizzati con cognizione. Deludente invece l'efficacia dei prodotti naturali

Perchè le donne non devono temere la terapia ormonale

I più recenti studi hanno fatto chiarezza sui farmaci che sono in grado di alleviare  gli effetti della menopausa e che si sono dimostrati una risorsa preziosa quando vengono utilizzati con cognizione. Deludente invece l’efficacia dei prodotti naturali

Un no netto era già arrivato per i derivati della soia, noti come “estrogeni naturali”, che almeno contro i sintomi severi della menopausa non servono più di un placebo ). Ora una revisione condotta dai ginecologi della Brown University di Rhodes Island e apparsa sulla rivista The Obstetrician and Gynaecologist esamina i pro e i contro dei rimedi naturali, che sono utilizzati da molte donne in menopausa (fino al 75%).

Si tratta soprattutto di soia, poi trifoglio rosso e cimicifuga racemosa, usati per alleviare vampate e altri disturbi da chi non vuole o non può assumere la terapia ormonale sostitutiva (Tos). I medici, raccomandano gli autori, dovrebbero perciò essere informati su questi preparati.

TERAPIE NON CONVALIDATE - «Finora i risultati ottenuti da preparati naturali per il controllo delle vampate sono stati deludenti, così come ad esempio quelli su alcuni farmaci neuroattivi » commenta Marco Gambacciani, ginecologo e responsabile del Centro Menopausa dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. E’ importante, sottolinea Gambacciani, che dietro alla scelta di utilizzare terapie non farmacologiche ci sia un’informazione adeguata, e non paura.

Il riferimento è all’effetto panico scatenato in gran parte dagli esiti del maxi studio Women’s Health Initiative (Whi),  che per 11 anni ha coinvolto 160mila donne statunitensi. Lo scopo era valutare l’effetto di estrogeni e progestinici nel prevenire una serie di malattie, come tumori, malattie cardiovascolari e osteoporosi.

I risultati mostrarono invece un aumento del rischio di varie patologie, come infarto, trombosi e tumore del seno. Il ricorso alla Tos subì un duro colpo, anche in Italia, dove in verità l’uso di farmaci ormonali è sempre stato contenuto.

PERCHE’ NON DEVE FARE PAURA - «Circa il 4% delle donne in menopausa oggi fa terapia ormonale – spiega Gambacciani -. Prima erano tre volte tanto. Un calo a volte drammatico per la qualità di vita delle donne». Secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2010 le donne trattate con terapia ormonale sono state 300mila. A 10 anni di distanza dal Women’s Health Initiative, cosa abbiamo imparato sulla terapia ormonale sostitutiva?

«I dati del Whi sono serviti a capire cosa non si debba fare con la Tos – risponde Gambacciani -. Lo studio è stato condotto con dosaggi e farmaci che i medici italiani oggi non utilizzano, su donne che mai andrebbero curate con quei regimi farmacologici: di età media elevata, con un indice di massa corporea elevato, quindi più a rischio della media per tumori ed eventi cardiovascolari (quest’ultimo aumenta con l’età ed è minimo sotto i 60 anni)».

CURE SU MISURA - Fondamentale è la personalizzazione della terapia, prosegue Gambacciani: «Dico sempre "fate conto sia un sarto. dovete darmi almeno 3 prove". A ciascuno farmaco e dose giusta, con un aggiustamento nel tempo. A una paziente di 65 anni al massimo si prescrivono ovuli a base di estrogeni in caso di distrofia genitale, per le donne a rischio, per obesità o trombofilia, ad esempio, c'è la terapia transdermica. Oggi fra gli altri si usano il didrogesterone, simile al progesterone naturale, e il progesterone naturale stesso, che ha anche effetti antipertensivi ».

TOS, A CHI SERVE - A chi, dunque, servono i farmaci ormonali sostitutivi? «A tutte le donne sintomatiche, che sono anche quelle a rischio maggiore di osteoporosi e eventi cardiovascolari, per una maggiore sensibilità alla carenza di estrogeni» risponde l’esperto. «Alle donne in menopausa precoce (spontanea o iatrogena) ».

AFFIDARSI A MEDICI COMPETENTI – Mai improvvisare e pretendere un colloquio esauriente col proprio medico: «La terapia ormonale è uno degli strumenti per gestire la menopausa. E’ una prescrizione complessa, che richiede visita, pap test, ecografia, poi almeno mezz'ora di colloquio per capire i bisogni della donna e spiegare gli effetti collaterali, chiarire i possibili dubbi.

La scelta dei farmaci dipende dall’età, dalla salute e dallo stile di vita della donna. Il 25-30% delle donne non ha bisogno di nulla. Chi segue una terapia ormonale deve sottoporsi a visita ed esami ogni anno».

I 3 CONSIGLI DAVVERO UTILI - E farmaci a parte? Come affrontare il brusco calo degli ormoni circolanti quando finisce il ciclo mestruale, che nella maggior parte delle donne produce vampate di calore, spesso secchezza vaginale, disfunzioni sessuali, infezioni delle vie urinarie, dolori osteoarticolari, disturbi del sonno e dell’umore? «Smettere di fumare, fare esercizio fisico, ridurre le calorie e i grassi animali sono ottimi consigli per chi è in menopausa. Il benessere – spiega Gambacciani - comincia spingendo il carrello del supermercato.

Se in pausa pranzo si mangia al bar, un panino con bresaola e insalata è preferibile a uno con tonno e maionese, si può bere il caffè senza zucchero ed evitare la brioche. Consiglio un estremo contenimento con l'alcol, movimento tutti i giorni, anche senza palestra, ma facendo le scale a piedi e… perdendo il tram».

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza