Il futuro della lotta al cancro è segnato dalla medicina di precisione. Un orizzonte che risulta il più intrigante anche nella lotta a leucemie e linfomi. E che inizia a dare risultati sperati. Da qualche settimana campeggia sulle colonne della rivista scientifica Nature una ricerca che ha evidenziato un nuovo probabile target per arrivare a terapie più mirate ed efficaci: la proteina Bcr.
Bcr è una proteina che si può trovare sulla superficie delle cellule tumorali, verificare la sua presenza tramite un semplice test di laboratorio potrebbe fornire agli oncologi la possibilità di mettere a punto terapie personalizzate.
A condurre lo studio, sotto la guida di Stefano Casola, direttore del laboratorio di immunologia molecolare e biologia dei linfomi dell’Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Firc) di Milano, anche due ricercatori finanziati dalla Fondazione Umberto Veronesi: Valentina Petrocelli e Gabriele Varano (borsista nel 2013). Lo studio, condotto nei topi da laboratorio e validato in campioni umani di linfoma di Burkitt, ha permesso di comprendere in modo più approfondito i meccanismi molecolari attraverso i quali il gene Bcr controlla la crescita dei linfomi non-Hodgkin.







