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Dopo la chemioterapia si può fare la stiratura alla cheratina?

pubblicato il 11-07-2022


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Per chi ha seguito cure antitumorali con chemioterapia, i capelli si possono lisciare con la cheratina? I consigli dell'esperta

Dopo la chemioterapia si può fare la stiratura alla cheratina?

Ho finito la chemioterapia a dicembre e i capelli sono già ricresciuti. Posso fare la stiratura alla cheratina?

Patrizia (domanda pervenuta dai canali social di Fondazione Umberto Veronesi)

 

Risponde la dottoressa Norma Cameli, Responsabile Dermatologia Correttiva e Rigenerativa presso l’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma

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Cara Patrizia,

i prodotti utilizzati al giorno d’oggi per lisciare i capelli sono adatti anche a chi ha da poco terminato le cure oncologiche. Si tratta, infatti, di prodotti ricostituenti che lisciano i capelli senza fare male alla salute. Il merito è proprio della cheratina, proteina ricca di amminoacidi, ricreata in laboratorio attraverso proteine vegetali o derivati del latte, dalle proprietà liscianti e anti crespo.

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ATTENZIONE ALLA FORMALDEIDE

Molta attenzione va invece prestata alle stirature brasiliane, oggi vietate, molto efficaci ma dannose per la salute, e non solo dei capelli. Si parla di un trattamento chimico che, proprio grazie alla formaldeide presente in elevate percentuali, rompe la struttura del capello, successivamente fissata con il calore di una piastra. Secondo il Regolamento n. 1223/2009 del Parlamento Europeo, questi prodotti sono vietati: la percentuale di formaldeide consentita per i prodotti liscianti non deve superare lo 0.2%, quantità non sufficiente a stirare i capelli perfettamente come un tempo. La formaldeide, oltre a irritare le mucose e gli occhi delle persone esposte, e a danneggiarne i capelli, è inserita dall’AIRC nell'elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene.

 

COME RICONOSCERLA

È importante affidarsi a un parrucchiere di fiducia e, se si avessero dei dubbi, è sempre meglio chiedere di leggere l'etichetta del prodotto. Vanno aldeide Inoltre, nel caso in cui, scaldando i capelli con la piastra, si sentisse un odore pungente, il sospetto che sia presente formaldeide o un prodotto simile, deve essere sollevato. I produttori, infatti, aggirano la legge utilizzando sostanze che, riscaldandosi, liberano la formaldeide. Prima del Covid un aiuto per comprendere se il parrucchiere stesse utilizzando prodotti dannosi e pericolosi era prestare attenzione all’utilizzo della mascherina, usata per proteggersi.

Se anche i pazienti oncologici hanno il via libero per il trattamento alla cheratina, rigorosamente privo di formaldeide, maggiore attenzione va prestata all’utilizzo della permanente. Nei primi mesi di ricrescita, infatti, è sconsigliata per ridurre il rischio di irritazioni e danneggiamento in una fase in cui i capelli sono particolarmente fragili.

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