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L'esperto risponde

Gli inibitori della lattazione provocano il tumore al seno?

pubblicato il 25-10-2016
aggiornato il 30-03-2017

Isabella chiede se le pastiglie per smettere di allattare possono influire sul rischio di tumore al seno. Risponde Lucia Del Mastro, direttore dell'Unità Sviluppo Terapie Innovative, IRCCS San Martino - IRC di Genova

Gli inibitori della lattazione provocano il tumore al seno?

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Mi hanno detto che non prendere le pastiglie per far andare via il latte quando si decide di non allattare più potrebbe favorire la nascita di un tumore al seno.....sarà vero ???

Isabella
(domanda postata sulla pagina Facebook della Fondazione Veronesi)


Risponde Lucia Del Mastro, Direttore UO Sviluppo Terapie Innovative - Oncologia Medica IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino IST - Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova


Non ci sono dati nella letteratura scientifica che indichino un legame fra un rischio di tumore al seno e l’uso di farmaci che inibiscono la secrezione del latte. Questi farmaci agiscono sulla produzione di prolattina, l’ormone da cui dipende la lattazione. Sono usati in caso di disfunzioni come l’iperprolattinemia o quando una donna, per motivi vari, decide di interrompere o di non iniziare l’allattamento al seno. L’uso deve comunque essere discusso con il medico, fra le possibili controindicazioni vi sono casi rari di intolleranze a sostanze contenute nel farmaco o particolari condizioni, come disfunzioni cardiache o ipertensione o ulcera.


Ciò che sappiamo, invece, sul rischio di tumore al seno è che allattare è un fattore di protezione, perché permette alle cellule del seno di completare la loro maturazione, rendendole meno esposte a trasformazioni in senso neoplastico, e perché influisce positivamente sugli equilibri ormonali mettendo a riposo l’attività estrogenica. Diversi studi epidemiologici hanno confermato che i benefici sono proporzionali alla durata dell’allattamento.

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