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Neuroscienze

Diabete in gravidanza e depressione post-partum: c’è un nesso

pubblicato il 20-03-2017

Uno studio su settecentomila donne esamina i fattori di rischio in gravidanza legati a depressione post-partum. Fanno la differenza una storia di depressione e, in piccola parte, il diabete

Diabete in gravidanza e depressione post-partum: c’è un nesso

Il diabete in gravidanza aumenta il rischio di depressione post-partum nelle donne primipare. Questo risultato viene fuori da un’indagine colossale come numero di donne coinvolte: ben 700 mila, cosa resa possibile dal Registro medico svedese delle nascite. I ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma infatti hanno lavorato insieme con i medici del Mount Sinai Hospital di New York, pubblicando poi il lavoro sulla rivista Depression and Anxiety


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LA RICERCA

Nello studio sono stati presi in considerazione una dozzina di fattori di rischio. Così è emerso che le donne che hanno già sofferto di depressione hanno un rischio venti volte maggiore di incorrere nel male oscuro dopo la nascita del figlio. Se poi, oltre a questi precedenti, si trovano anche a soffrire di diabete gestazionale il loro rischio può aumentare anche del 70 per cento. Aumenta anche in caso di parto pretermine.  Per le donne che non hanno avuto una storia di depressione, invece, gli elementi associati al rischio di depressione sono risultati essere anche la giovane età, un parto «medicalizzato» o con cesareo.

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INTERVENTO PRECOCE 

Lo psichiatra del Mount Sinai a capo dell’équipe di ricercatori, Michael E. Silverman, ha osservato: «La gran parte dei medici pensano che si tratti di due condizioni separate e molto differenti, mentre noi ora capiamo che il diabete gestazionale e la depressione post-partum andrebbero considerati insieme». Oltretutto, con queste informazioni «ora possiamo intervenire presto, già prima che avvenga il parto».La psichiatra Clara Locatelli del Centro per i disturbi dell’umore al San Raffaele di Milano osserva: «Questo studio è importante, non foss’altro per il così alto numero di gestanti considerato. E’ importante individuare il post-partum il prima possibile, dunque è essenziale conoscere le condizioni predisponenti. Perché poi le donne tendono a non curarsi della depressione che si scatena dopo il parto e semmai arrivano a curarsi dopo un anno, con tutte le conseguenze e la sofferenza che ciò comporta. L’ideale è sospettare questa eventualità già durante la gravidanza così da intervenire presto sia con un intervento educativo sia con un trattamento farmacologico».

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NON SOLO IL CERVELLO
 

Quanto al rischio collegato al diabete gestazionale la dottoressa Locatelli dice: «Sì, è un fattore di rischio per il post-partum, anche se l’aumento è modesto. Importante è lo spunto che nasce da questa ricerca per analizzare i meccanismi di base per la depressione, che sembrano avere legami con  patologie metaboliche e infiammatorie. Dal 2000 si è notato e provato che a scatenare la depressione concorrono una disregolazione ormonale, una disregolazione immunologica e una disregolazione infiammatoria. E’ un aspetto nuovo perché ci allontaniamo dall’analisi del solo cervello per estendere l’analisi a tutto il corpo. Siamo ancora nella fase degli studi, ma si spera di arrivare per questa via a farmaci del tutto nuovi». Ma se la depressione è legata anche a disturbi metabolici, chi ha il diabete senza essere in gravidanza, anche un uomo, rischia di più un disturbo dell’umore? «Sì».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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