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Neuroscienze

Malattie mentali: l'importanza di prendersi cura anche del corpo

pubblicato il 06-08-2019

Chi ha una malattia mentale è spesso più esposto a patologie come diabete e problemi cardiovascolari. Fondamentale la prevenzione

Malattie mentali: l'importanza di prendersi cura anche del corpo

Hanno una malattia mentale rilevante, talora destinata ad accompagnarli per tutta la vita: che sia la schizofrenia o il disturbo bipolare, la depressione o l'anoressia nervosa. Oltre a questo, però, c'è un altro aspetto da considerare. L'esistenza di questi pazienti rischia di essere compromessa anche per una salute fisica inferiore alla media. Uno status noto agli psichiatri, messo adesso nero su bianco da oltre trenta esperti internazionali. Il loro lavoro, pubblicato sulla rivista The Lancet Psychiatry, restituisce lo stato delle conoscenze sulla salute fisica nelle persone affette da una malattia mentale e indica le possibile contromosse terapeutiche da mettere in atto. 


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SALUTE DELLA MENTE E DEL CORPO

I pazienti affetti da malattia mentale grave muoiono circa 15-20 anni prima della popolazione generale. Colpa, secondo gli esperti, di un'incidenza tra loro più elevate del diabete e di diverse malattie cardiovascolari. È questo aspetto a determinare una riduzione significativa della loro prospettiva di vita. Perché queste condizioni sono più ricorrenti tra coloro che hanno una salute mentale meno stabile? La risposta racchiude in realtà un ventaglio di ragioni, che vanno dagli effetti collaterali di alcuni farmaci a una maggiore abitudine al fumo, dalla più alta frequenza dei disturbi del sonno a un insufficiente livello di attività fisica e all'adesione a schemi dietetici poco equilibrati. Abitudini che tendono a manifestarsi poco tempo dopo la diagnosi di una malattia mentale, con cui nella maggior parte dei casi questi pazienti «convivono» per molti anni. Ma di fronte alle quali gli interventi sono ancora ridotti o comunque tardivi, dal momento che si tende a dare la priorità alla cura o alla gestione del disturbo psichiatrico.

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SCEGLIERE LA TERAPIA A MINORE IMPATTO

Da qui la necessità di un intervento precoce che vada di pari passo con la terapia per il disturbo psichiatrico. «Ogni servizio di salute mentale dovrebbe promuovere e supportare l’utilizzo di una corretta terapia farmacologica, privilegiando i farmaci con migliore profilo di tollerabilità e riservando i farmaci con un peggiore profilo metabolico a quei pazienti che hanno visto già fallire almeno due terapie - afferma Marco Solmi, ricercatore del dipartimento di psichiatria dell'Università di Padova e co-autore del dossier -. Inoltre tutti i pazienti psichiatrici dovrebbero essere sottoposti a una valutazione del rischio cardiovascolare».


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FARE PREVENZIONE 

Oltre a una maggiore accuratezza nella definizione della terapia, gli esperti invitano a potenziare i servizi di prevenzione nei confronti di questi pazienti. Un approccio ancora poco battuto, ma che potrebbe fare la differenza se si mettessero a punto trattamenti multidisciplinari mirati a determinare un cambio nelle abitudini alimentari e nella pratica sportiva. «Gli interventi rivolti allo stile di vita devono diventare una componente fondamentale dell'assistenza sanitaria rivolta a questi pazienti», dichiara Simon Rosenbaum, fisiologo dell'Università di Sidney. Oltre a fornire delle agevolazioni a questi pazienti, gli esperti richiamano la necessità di ricorrere a dispositivi in grado di promuovere e monitorare il rispetto delle indicazioni riguardanti uno stile di vita attivo.

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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